— Grazie, grazie! — rispose il bersagliato professore, vieppiù oscurandosi e spingendo via da sè l’animaletto con la punta della penna.
— Signor professore....
— Ma.... per avventura....
— Ella ha un’altra bestia, anzi due bestie.... tre bestie, signor professore, che si arrampicano per avventura sulla sua schiena.
— Sì! sì! Grazie.
Così dicendo la povera vittima diede una scrollatina alla giubba per liberarsi di tutto quanto il bestiame appiccicatogli, che cascò sul piedestallo della cattedra, poi lo pestò, strisciando i piedi con fretta rabbiosa.
— Oh, signor professore.
— Auff! mio Dio!... Mi lasci stare.... Voglia terminarla finalmente di....
— Scusi.... Ella non ha più per avventura veruna bestia.... Desideravo soltanto pregarla, che stesse pure comodo, avendo scoperto finalmente la vera ragione, per cui dal mio banco io non posso vedere le cifre, qualunque sia la posizione che ella si degni di prendere, egregio signor professore, per avventura, alla lavagna.... Sono.... le orecchie del mio amatissimo amico Aurelio Auricola nel banco dinanzi, quelle che mi impediscono per avventura la visuale. Quindi la prego in cortesia di voler traslocare l’onorevole (frugando con il dito mignolo in un orecchio) Auricola dal primo banco e di mettervi nel suo posto un altro compagno di orecchie per avventura più decenti. —
La scolaresca zittiva con una voglia frenetica di ridere.