— Che cosa vuole? — gli chiese il professore, interrompendo la sua formula, con un viso da carceriere spaventato.
E Pinotto con la placidità angelica di chi ha mille ragioni dalla sua:
— Favorisca scusarmi, signor professore, se l’ho per avventura disturbato. Voleva dirle soltanto che dal mio posto non si possono vedere le cifre che ella scrive per avventura sulla lavagna.
Il professore, sentendo nelle vibrazioni sicure della voce di Pinotto e vedendo nella faccia invetriata del medesimo risorgere l’antico e terribile suo persecutore, per quietarlo, fu lestissimo a restringersi in un angolo della lavagna, riducendosi tutto storto, e più sottile che potè.
— Così ci vedrà per avventura....
— Grazie, egregio signor professore!
Intanto, profittando della nuova positura dell’egregio signor professore, gli soffiò nella schiena da un cannoncino di penna d’oca quattro scarafaggi. Quindi immediatamente:
— Signor professore....
— Ebbene! che cosa c’è di nuovo adesso? Io per avventura....
— Si guardi.... Ella ha per avventura una bestiolina sul colletto....