Questo suo sogno era circonfuso di molto pudore; tantochè per scrivere l’Alboino, egli si trincerava dietro un bastione di libri legati, acciocchè niuno sguardo profano pervenisse sulle pagine vergate dal suo furore poetico, e quando andava a scuola, le chiudeva nel cassetto con un doppio giro di chiave. Ma un giorno la mamma e Carolina, insospettite di quel secretume, fecero una violazione di tavolino, e, sforzata la serratura, n’estrassero il corpo del delitto. Pinotto, di ritorno dalla scuola, salendo le scale, sentì uno strano vocio in casa sua, come un abbajamento di cani e di ragazze. Appena giunto nell’anticamera, egli restò freddo, vedendo il suo scartafaccio in mano a sua sorella, che, china a terra, lo leggeva a Glafir ritto in un angolo.
— Bravo! ben arrivato! Giusto lei, signor autore tragico! Non sapevamo mica... Gli facciamo i nostri complimenti.... Belle cose! Gli batteremo poi tanto le mani.... Bene! Bene! C’è già qui Glafir che studia la sua parte.... Non è vero, Glafir? Coraggio! Fallo un po’.... Se lo facevi già prima tanto bene!... Non avere il timor panico per la presenza dell’autore.... Fallo un po’.... Bo.... Bo.... Boino! Boino! —
Glafir si mise ad abbaiare da minchione; e la sorella contenta come una pazza.
— Sì! Boino! Boino! Bravo Glafir! Bravissimo! Boino! Boino! Hai sentito, fratello? Glafir si è già presa la prima parte, quella di Alboino. —
Allora la madre per coronare l’opera:
— Pinotto! Invece di occuparti di queste minchionerie, faresti meglio a studiare d’aritmetica, e a imparare a servire la messa, come faceva da buon cristiano la buon’anima di tuo padre, quando era alla tua età. —
Pinotto andò a piangere in un luogo innominabile ed uscì da quel pianto più beffardo e più cattivo di prima.
VIII.
Andato a scuola, — mentre il professore di matematica, che aveva il vizio di ripetere per avventura ogni due minuti, spiegava sulla lavagna una formula per avventura più lucida del cristallo e mentre dominava nella scolaresca il più religioso silenzio, Pinotto emise una voce parlamentare.
— Domando la parola.