Aurelio intervenne con un vestito da sacrestano e con un cilindro ammaccato da fiaccherajo, che furono il tema di parecchie risate in tutta la notte.

Alle due del mattino, Pinotto, tenendo un mantile sulle spalle, come fosse un manto, reggendo tragicamente un candeliere con una mano e portando un inaffiatojo in testa, declamava il monologo di Amleto: Essere o non essere.

Una di quelle signore pochissimo rispettabili si proponeva di andare al Veglione dello Scribe a cavallo di un asino. Parecchi invitati di ambo i sessi ballavano sotto la tavola.

Un avvocatino, supino per terra e con un imbuto in bocca, si faceva versare dentro del vino, come lui fosse un bottale. Aurelio guardando attorno, che nessuno lo guardasse, rimpinzava di confetti le lunghe saccocce di dietro dal suo frac da sacrista.

Passata una settimana giusta da quella nottolata, gli invitati, senza sapere l’uno dell’altro, si recarono poi tutti a farsi visitare da un medico famoso e convennero tutti nel giurare che quel birbante di Pinotto lo aveva fatto apposta.... a lasciare loro quel brutto ricordo.

XIII.

Che cosa faccia un giovinotto di ingegno cervellotico, mezzo artista, a ventidue anni, libero di sè, avendo a sua disposizione qualche decina di migliaja di lire, senza un affetto e senza un impegno di famiglia, è presto detto.

Compera intiere biblioteche di libri nuovi: tutta la raccolta del Le Monnier, quelle della Tipografia Editrice Lombarda, tutti i Barbera e la cassetta dei Barberini, tutte le fodere rosse del Silvestri, tutti i classici latini pubblicati dal Boucheron, tutti gli Economisti di Pomba e tutta l’edizione definitiva delle opere di Balzac. Gli sembra di dovere nello spazio di due minuti secondi sprofondarsi in tutti gli abissi della scienza e poi sbadiglia, tagliando i fogli a qualche fascicolo.

Si diverte a far correre una rozza da nolo, come fosse un cavallo da corsa conquistatore di bandiere; gongola dei suoi affanni e delle sue spossatezze come di cose artistiche; e la finisce con una pistolettata per fare un’opera di misericordia, e per godere i tratti scultorii di una morte equestre.

Compera uno struzzo e una bestia feroce per ispaventare gli amici e per imitare Alfonso Karr; e poi vende le sue rarità zoologiche ad un macellajo.