Viaggia di qua e di là senza costrutto.

Affitta al piano nobile un alloggio mobigliato elegantissimamente, da prima ballerina; e poi affitta magari contemporaneamente uno stabbio ad un quinto piano.

Piglia una sedia chiusa al teatro nelle sere preziosissime, in cui c’è la prima rappresentazione di un capolavoro sospetto o in cui recita un artista celebre di passaggio, come Rossi o la Ristori; ed egli, appena sentita la musica di introduzione, che nei teatri di commedia è quasi sempre orribile, esce fuori e lascia il suo seggiolone vuoto, che sembra aspetti qualche principe di Carignano; e non si degna nemmanco di sentire un’acca della nuova produzione o di vedere il naso celebre, che tutti gli altri pigiati, con la lingua fuori dei denti e lo stomaco rotto, anelano d’applaudire.

Egli disprezza tutti: i moscardini come asini e gli studiosi come pezzenti.

Veste come marchesini i figliuoli del portinajo, che prima andavano strappati e scalzi.

È ricevuto, come uno dei primi nel gran mondo, perchè porta le migliaja di lire in palma di mano e le spende con una prodezza e una freddezza da disgradarne Rodschild; ed è ricevuto come uno dei primi nel mondo letterario, perchè egli ha sempre un capolavoro inedito, che nessuno non ha ancora potuto criticare, perchè nessuno non ne ha ancora letto una riga.

Pare che gli passino rasenti le cariche di ministro e di ambasciatore e ch’egli sbadigli loro dietro.

Egli commisera cordialmente i suoi compagni che mettono su studio o accettano un impiego e dice con sicurezza, che nei nostri tempi un giovane d’ingegno non ha più bisogno d’inebetirsi per non morire di fame, perchè ci sono tanti concorsi di cattedre, premi, ecc.

Intanto egli, vedendosi assottigliare velocemente il proprio peculio, pensa vagamente a qualche rinfranco straordinario. Veramente egli non ha ancora tutti i comodi per degnarsi di diventare un grand’uomo; ma pure deve spicciarsi per quella materialità del mangiare bene e del vestire meglio. Il bisogno epicureo di fare il signore vieppiù gli si avvicina; e i grandi posti vieppiù si allontanano da lui, si allontanano....

Ma, neppure vedendosi crescere la marea delle necessità, egli non sa adattarsi a disegni modesti.