Porta, sa?... Va dal panattiere, va al macello preciso come un servitore.... Buono poi, buono come il pane. Lui si lascia mettere gli occhiali sul naso e magari un kepì in testa.... Sa persino tenere una pipa in bocca.... Sicuro, fuma questo demonio! Per gentilezza poi, non discorriamone nemmeno.... Parla come un bambino di due mesi, parla; e se il bambino gli tira le orecchie, lui non dice mica nulla, povero minchione! e lascia tirare.... anzi sembra che goda.... Non è vero, Fido? —

Fido, quasi si accorgesse, che parlavano favorevolmente di lui, anzi capisse tutto ciò che dicevano, saltellava qua e là con balzi di modestia contenta, e di quando in quando tentava di baciare le mani a Pinotto.

D’altra parte Pinotto pensieroso e pauroso, che il suo salvatore sospettasse troppo male della madre di lui a cagione del motto sfuggitogli, si fece ad accusarsi da sè stesso, dicendo che egli era stato un cattivo originale ed aveva perso tutto al giuoco, ma che sua mamma, povera mamma, non aveva nessuno, nessunissimo torto.

XXIV.

Alloggiato nella camera sublime del Capitano, egli pensò che non doveva rimanere lungamente parassita di un povero usciere: e in quello stremo, l’unica àncora di salvezza naturale e decorosa gli parve la mamma ricordatagli dal buon vecchio, per cui nel mattino seguente gli disse festosamente: — Scrivo a mia mamma.

— Bravissimo! gli rispose quegli, bevendo una lacrima, mentre si incamminava all’ufficio.

Pinotto scrisse:

Cara mamma!

«Sai che pur troppo sono sempre stato superbo come Lucifero e il tuo Signore m’ha castigato.... Quasi mi sento ancora superbo adesso; ma so magnificamente, che non c’è nessuna umiliazione di un figlio verso la propria madre. Anzi io sono fiero di umiliarmi davanti a te e domandarti perdono in ginocchio, anche con i gusci di noce sotto.

«Che cosa vuoi? mamma, sono stato un disgraziato. Credevo certe cose ed erano certe altre. Ho proprio fatto come il Figliuol Prodigo, della Sacra Scrittura, che è andato fra gli animali immondi.... Ma non voglio mica che tu mi ammazzi il vitello più grasso per questo. Oh no, no! Guarda, mamma, solo perchè scrivo a te, sono tutto rasserenato, mi sento allegro.... Ho fatto delle cattive vite e meritamente. Ho fatto delle lunghe astinenze e mi sono nutrito alcuni giorni solo con un po’ di pane puro, ed era una grazia per me l’averne.