— Fido! Qua, Fido! Fido! Fido! Fido.... oh! Qua, qua!
Così, alla distanza di un tiro di pietra, chiamava il cane un vecchietto con un berretto da militare, i baffi spessi e grigi, la barba molticolore, fra cui alcuni cespugli di nero e alcuni zampilli di bianco, — il frac nero abbottonato e i calzoni cilestrini con le bande rosse. Vedendo che il cane non lo ubbidiva, si avvicinò egli al cane.
Allora Pinotto potè meglio adocchiarlo e lo raffigurò. Raffigurandolo, sentì un’acre vergogna di essere alla sua volta riconosciuto da lui, e poi si scopri da sè stesso alzandosi alla bracalona e lasciandosi sfuggire automaticamente queste parole: Il capitano!
E questi di slancio: — Come? Possi....bile! sarebbe mai l’ingegnere Panezio?... Ma sa, che mi ha fatto paura? Ma non ha sua madre, lei?... —
Il giovane gli rispose con una indefinibile amarezza: — Mia madre non è come la madre di Edoardo.... Adesso io non spero più in nessuno a questo mondo.... —
XXIII.
Il Capitano salutato da Pinotto era un sergente giubilato, che i compaesani avevano accresciuto di grado con il nomignolo appioppatogli. Pinotto lo aveva conosciuto assai famigliarmente, molti anni prima nella villa del suo amico Edoardo, dove il Capitano era un casigliano amatissimo, come quegli che dirigeva la preparazione del majale, l’imbottatura del vino e tutte le altre operazioni principali della azienda domestica.
Avendo sposato una giovane ostessa, (come capita alla maggior parte dei bassi ufficiali in ritiro) la quale gliene aveva fatte a piedi e a cavallo, e secondo la sua espressione, lo aveva voluto mangiar vivo, — egli scorrucciato aveva abbandonato il villaggio nativo e per la protezione del suo antico colonnello aveva ottenuto un posto da usciere in un ministero a Roma.
Il capitano dovette far violenza a Pinotto per indurlo a ritirarsi con lui in città, e la violenza del padrone fu superata dalla violenza del cane, il quale per far risolvere definitivamente il renitente, gli abboccò i calzoni, ponzando per tirarselo dietro.
Strada facendo, l’usciere per distrarre il giovane disgraziato, acciocchè non si avvedesse della commiserazione che destava, si fece a raccontargli allegramente vita e miracoli di Fido.