Appena egli ebbe impostato questa sfuriata arruffona di amor figliale, due minuti dopo egli aspettava già la risposta; poi gli veniva un dubbio di uno scrupolo amaro, il dubbio di avere sbagliato la soprascritta della lettera e di avere messo Firenze, che aveva sempre per il capo, in luogo di Torino.
— Ma no! Ho proprio scritto Torino e non posso aver scritto Firenze; mi ricordo dell’o, un o largo così, che sembrava lo avessi fatto con l’imbuto.... Ed ho proprio messo Via..., N. 14, sì, sì! Sì.... sono certo che ho fatto il 4 alla mia maniera....
Assicurato sul ricapito della sua lettera, egli andò a farsi radere la barba, accorciare e ravviare i capelli, rovinò una spazzola sfregacciandola sopra i suoi abiti rifiniti. Egli faceva tutta una acconciatura da tritino, voleva farsi bello più che poteva, per far festa alla risposta di sua mamma.
— E se mia mamma venisse in persona?... Sicuro.... Verrà.... Essa stessa... con Carolina. Le ho scritto io, proprio io che avevo patito la fame, che ero ammalato:... A sentire queste coso, le poverette non potranno tenersi dal volare a trovarmi,... oh verranno, verranno anche se non istessero troppo bene le meschinelle! Avranno paura che io sia ancora affamato.... Povere donne! E la nota tenera del cane! Chi sa come le avrà toccate! Oh che buon politicone sono mai stato io! E che poscritto da Cavour! Cavour del cuore sono stato io!... Purchè non si confondano nel prendere il treno e non vadano a Venezia o a Innspruck!... Chi sa che cosa diranno a trovarsi qui in una Roma?.. a vedere San Pietro, il Colosseo e il Mosè del Michelangelo, esse che credono che la chiesa dei SS. Martiri a Torino e il Cavallo di marmo sullo scalone del Palazzo Reale siano le principali meraviglie del mondo?... Scommetto che mia mamma sosterrà sempre che il Cavallo di marmo è più bello del Mosè di Michelangelo. La Venere Capitolina non la farò nemmanco loro vedere.... Esse si scandalizzerebbero e nessuno potrebbe toglier loro dalla testa, che siano stati i Garibaldini quelli che hanno portato lassù quella ribalderia, — come direbbero, — per fare vieppiù dispetto al povero Papa, dopo che lo hanno messo in prigione.... Oh, le mie povere donne e care semplicione!... Oh verranno.... Verranno... Sì, che verranno! —
Così pensando, batteva palma a palma con gioia infantile.
Nell’amore della mamma gli pareva di avere trovato la leva di Archimede e il punto di appoggio per far muovere a suo modo il mondo; e dava a divedere pubblicamente questa sua persuasione intima col modo glorioso, con cui egli incedeva per via.
Fido poi non era da meno di lui: tutto pieno di sè stesso e della contentezza del suo nuovo amico, se qualche cagnolino schizzinoso gli ringhiava contro, esso non si degnava nemmanco di rispondergli con uno sguardo: de minimis non curabat praetor.
XXVI.
Il povero giovane rientrato nell’orbita umana della famiglia, sentiva di voler bene a tutti coloro che passavano e di amare anche qualche fanciulla. Quale fanciulla? Non lo sapeva neppure egli.... Forse quella stellina vaporosa, quella biondina che aveva attraversato sulla punta dei piedi lo studio del notajo, mentre si sentiva il cric crac di quella penna diabolica?... Forse qualche altra? Egli fino allora era stato bensì un famoso straziafanciulle, ne aveva contato loro più che Bertoldo, e se lo era sentito rinfacciare: ma non ne aveva mai amata nessuna di vero cuore, nessuna; anzi soleva dire che nella nostra società non vi era cosa più imbecille di una signorina da marito.
Ma ora, che amava la mamma e la sorella, sentiva altresì il bisogno di amare proprio una signorina da marito.... E l’avrebbe sposata, sì! e a preferenza la signorina del notajo.... Avrebbero aggiustato tutto, perchè il notajo Raffa ne sa un punto più del diavolo.... E quella ragazza ha tutto l’ingegno del babbo, e più tanto di cuore ben fatto.... La violetta ama quasi sempre di nascere sotto le spine.... Sì! Egli ne è sicuro: la damigella Raffa è un’ottima ragazza e bella.... bella poi come il più bello degli angeli. Che felicità! Come sarà contenta la mamma Placida! Al primo bamboccio si metterà il suo nome; sarà una Placidina, e se invece sarà un maschio, allora il nome del povero babbo.... Che delirio di felicità! —