«Può essere, cioè parere bella una donna, che si vegga fuggitivamente, con cui non si abbia parlato nè ballato mai.
«Allora la donna reale è bella, come la donna ideale che si trova nei libri e in altre opere d’arte, perchè ci lavora o ci ha lavorato intorno la fantasia.
«Ma si mangi il sale insieme e per un sol giorno con la più portentosa e più ammirata bellezza di donna che esista realmente, e poi riuscirà impossibile ad un osservatore coscienzioso di trovarla ancora bella, dopo che abbia potuto osservare minutamente a tempo debito le chiazze della sua epidermide sotto le occhiaje.
«Quindi io nego, nego recisamente l’assurdo dell’amore reale per l’umanità presente.
«Amare realmente e naturalmente è una cosa, che potranno fare tuttavia i fiori dei campi e gli uccelli del bosco, le cui generazioni si sono mantenute sane e illibate ai benefizi dell’aria libera e ai lavacri delle intemperie.
«Ma per l’Umanità, che discendendo per i secoli si è sempre più imputridita nei fetidi cubicoli della sua civiltà, l’amore è diventato bugiardo, benchè pochi si accorgano o vogliano ammettere, che sia tale.
«L’unico amore logico, vero e tuttavia possibile per un uomo sincero è l’amore platonico verso una donna quasi da lui sconosciuta.
«Quanto a me, il solo ricordo delle donne, che mi hanno dato un bacio, mi muove a stomaco.
«Sento invece, che amo furiosamente la figliuola del notaio Raffa, che ho vista una volta sola e nella penombra.
«L’amo tanto che morirei per lei.»