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«Egli aveva tutti gli ideali, anche quelli della virtù casalinga. Creduto uno scioperato qualsiasi dai suoi più cari, di lui inconsapevoli o incapaci di capirlo, egli, fabbricatosi con il più tormentoso lavoro cerebrale la sua gelosa utopia letteraria, forse un giorno le avrebbe dato fuoco, solo per irradiarne l’altare di sua famiglia.
«Egli infine, ridotto al lumicino, lasciò la costosa adorazione degli idoli estetici, chi sa con quale orribile sacrifizio della sua anima di artista! e logorò acutamente gli ultimi anni della sua tisica vita nelle facchinerie più materiali, per il bello ed onesto proposito di rendere sereni gli occhi dei suoi cari e gloriosi di lui, posato finalmente sopra il solito piedestallo di un impiego, gioja pressochè unica di moltissime famiglie.
«Ma egli, che aveva attraversato a zig zag elettrici i fiori della vita, non potè raccoglierne, assaporarne nè farne assaporare neppure un frutto, egli che pure aveva ingegno, onestà, portatura, cavalleria, chic e conoscenza di lingue straniere, per riuscire stupendamente e meritamente nella prosa del mondo, dove ingrassano, lustrano e spampanano a tradimento miriadi di fanulloni, di minchioni e di cialtroni.
«Povero giovane! Povero amico! Ma benchè finito misero e oscuro — noi dobbiamo altamente asserirlo: — Egli fu grandissima parte del nuovo gruppo letterario di giovani piemontesi, i quali gli devono quasi tutti moltissimo, avendo ricevuto o trasfuso nei loro lavori qualche lembo di quella poderosa natura artistica, senza che certamente abbiano saputo esprimere nulla, come egli avrebbe voluto e avrebbe saputo.
«Povero perduto! a cui fecero guerra spietata le immagini del Meglio e dell’Ottimo, nemici proverbiali del Bene positivo, semplice e pratico.»
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Il giornalista avrebbe potuto aggiungere ragionevolmente e coscienziosamente, che Pinotto, non ostante i suoi ideali troppo superlativi, sarebbe certo riuscito ad egregie cose, ove avesse trovato la direzione pratica del lavoro nel sorriso intelligente di sua madre.
XLIX.
Veniamo a lei nell’ultima scena. — Come nella prima: Cani!