Sinite! parvulos venire ad me! — egli tonò giocondamente al vice-parroco, e fece atto di voler aprire egli stesso il rastrello. In un subito il giardino del parroco fu invaso e riempito da tutta la bambineria e monelleria della Villa. E il canonico penitenziere spiegando la cosa alla marchesa, al conte e ai preti del paese: — è come un fanciullo, loro disse, è come un fanciullo.

Infatti quei bambini indovinarono tosto che era una anima loro affine quell’immagine alta da Sant’Agostino e da San Grato, quel naso tabaccoso, quella grossa croce d’oro splendente su quel largo petto violaceo, quel grand’uomo dello Stato, cui il Re venerava.

E si misero subito a scherzargli intorno fiduciosamente, come fosse sempre stato loro compagno.

Ed egli, l’alto arcivescovo, già beatificato dal cuore di quanti lo conoscevano, in mezzo a quei conigli, che gli si rizzavano dattorno ai piedi, esultava, folleggiava dal contento.

A un tratto fece una faccia da rinoceronte, e disse con voce cupa:

— Bambini! io sono cattivo, sapete.

— Non è vero, non è vero! strillarono i bambini....

— Sono cattivo; — egli, fingendo di non sentirli, riprese con voce vieppiù cavernosa: — e sono venuto qui per ispiumarvi.... Ne avete dei soldi?...

— Non ne abbiamo, non ne abbiamo; — guairono i bambini...

— Allora, egli continuò con voce sempre più truce: andrete dalle vostre madri, e direte loro che vi diano un soldo per ciascheduno. Quindi li porterete a me, che ne ho bisogno per far indorare il mio campanile.... Avete capito?... li porterete a me... che avrò un bossolo in mano... Voi altri metterete il vostro soldo dentro il mio bossolo. Ed io farò indorare il campanile coi vostri soldi (e faceva l’atto di chi fa entrare una moneta in un salvadenari). Vediamo un po’, se mi avete compreso: che cosa direte a vostra mamma, quando le domanderete un soldo, ed a chi lo darete quel soldo, quando me lo porterete a me, e lo metterete così, dentro il mio bossolo?