FR. Questo viaggio fatto in sì poco tempo insino al fiume Giordano credo che sia una bugia del demonio. Imperocchè per ingannare anco le donnicciole, le tien legate più forte, trovando nomi di luoghi magnifici: perciocchè non si può concedere che in spazio d'una mezz'ora un corpo umano d'Italia possa essere portato in Asia. Ma forse Satan ha dato colore alla cosa di qui, perchè già abitavano quivi l'Erodiadi. Mi meraviglio bene che non dia loro ad intendere, che elle vadino in Scizia all'altare di Diana, il che forse l'arebbe fatto, se quel nome di Scizia fusse stato a quelle donnicciuole così famigliare, come quello del Giordano, il quale è conosciuto da tutti quelli che nelle chiese hanno sentito recitare il Vangelio. Ma quella tal bestialità, non sacra, ma sacrilega, non molto conveniente a giuoco, ma più tosto a morte crudele, forse che le conduce a qualche fiume vicino: benchè alcune dicono non essere portate all'acqua, ma a certe sommità di monti.

DIC. A me non pare cosa impossibile, che siano portate al Giordano, almanco in spazio di dieci ore, come dicono quasi tutte le streghe.

FR. Tu pensi adunque, che in sì poco tempo faccino tanto viaggio, quanto è da questa nostra patria alla Siria ed alla Fenicia?

DIC. Può bene il demonio muovere i corpi a suo piacere.

FR. Sì, ma non seguita che gli possa muovere in sì poco tempo: o portandogli sopra le terra verso la Schiavonia e verso la Tracia a man sinistra, ovvero dalla destra per l'Africa, ovvero passando a diritto il mare Ionio, l'Egeo sopra Corfù, e sopra la Morea, sopra le Ciclade, che guardano Rodo e Cipro, si posino alla riva del fiume Giordano.

DIC. Perchè non può egli essere questo?

FR. Perchè non vogliono i tuoi dottori.

DIC. Per che causa non vogliono?

FR. Perchè dice san Tomaso non potere il demonio muovere tutta la terra, repugnando a ciò la natura, la qual vieta che si disordini e che si guasti l'ordine intero delle cose, e degli elementi. Imperocchè ripugna alla natura del corpo umano l'essere portato con tal velocità, la qual natura sia insieme cagione di conservarlo e d'ammazzarlo. Perocchè elle vivono, dove che sarebbe necessario che morisseno, conciossiachè l'impeto dell'aria, non mutato della natura sua, darebbe grande impedimento: se si rarificasse, facilmente si risolverebbe in fuoco; se si condensasse per il grande impeto della velocità, impedirebbe il corso; che se tu t'imaginassi che tutto l'aere si muovesse in quel modo che Aristotile s'imaginò che si muovesse il cielo, allora anco si leverebbeno contro di te, e Giovan Grammatico appresso de' Greci, e Scoto appresso de' suoi: subito opponendoti la intrinseca natura della quantità, per la quale il corpo, per quel grandissimo spazio, dove non è niente d'aria, bisogna che muova una parte di sè stesso dopo l'altra. E così, di qui insino in Asia, levato ogni impedimento ed ogni resistenza d'aria, ci si consumerebbe molto più tempo che non dicono.

AP. Vi prego, di grazia, che serbiate a disputare queste sottigliezze a un altro dì. Seguita a narrare il vostro giuoco.