INTERLOCUTORI
APISTIO, DICASTE, FRONIMO e STREGA.
APISTIO
Poi che al tutto abbiamo rimosso la fame, siami lecito, Dicaste inquisitore, innanzi ogni altra cosa domandarti questo, che mi ha messo nell'animo, non uno scroparello, ma una lancia, se si concede che sia vero quello, che abbiamo udito da quella strega.
DIC. Siati lecito ciò che ti piace.
AP. Non mi satisfanno le cose che son dette da qualcuni, cioè che di questi mostruosi vizj che son comportati, se ne faccia giudizio in luoghi sotterranei, per il quale siano puniti coloro che sono immersi in queste sceleranze, essendo molto meglio il proibirle, che il permetterle per castigarle.
DIC. E meglio certo se tu riferisca questo a colui che ha commisso il peccato, dal quale sendosi astenuto aria fatto grande utile a sè stesso.
AP. Perchè cagione gli è permesso che lo commetta? Non pensiamo noi che divinamente sia dovuto essere, se divinamente sia stato vietato?
DIC. È vietato per la legge, non con operazione, che non possa farlo.
AP. Perchè egli è permessa quella operazione?