FR. Pensi tu, che in quei primi tempi degli eroi siano apparsi demonj, che, secondo a nostra religione, sai che sono spezie di spiriti maligni?

AP. Sì certo.

FR. Perchè non credi che quegli abbiano appetito di congiungersi con le donne sotto spezie di uomini, e con gli uomini sotto spezie di donne?

AP. Perchè non sono di carne, che si possino dilettarsi di piaceri amorosi.

FR. Si è detto più volte, che non lo fanno per quello, ma per cagione d'ingannare.

AP. Dicono pure figliuoli di Dei, e figliuole di Dee, e ieri l'altro mi ricordo che dicesti, le favole avere auto qualche fondamento, donde è egli adunque il seme ne' maschi? Donde il partorire nelle femine? Di che cose nascono i piccoli fanciulli?

FR. Dubiti tu forse che siano fatti di niente? Conciossiacosachè anco nel sacro Genesi narrato da Mosè, in un certo luogo facendosi menzione de' figliuoli e delle figliuole di Dio, e degli uomini, pensando alcuni che voglia intendere simili congiungimenti, vogliono che si riferisca alla progenie giusta ed alla ingiusta; ma non si ha da stimare, che sia così, se si dica alcuni esser figliuoli di Giove e di Apolline, che questi siano tenuti essere nati del seme de' demonj, chè essi non l'hanno, ma figliuoli di quell'uomo, donde è uscito il seme che gli usono. Imperocchè quel demonio, che come donna si congiunge con l'uomo, quel medesimo poi, congiungendosi con la donna sotto forma di uomo, gli rende il seme che prima dall'uomo avea ricevuto. Laonde la donna che ingravida s'ha a pensare ch'ella sia ingravidata da quello uomo, da cui venne quello stesso seme, e se alcuni erano falsamente creduti figliuoli di Dee, s'ha ancora da credere, che i demonj abbiano rubati i parti veri ad altre donne, ed avergli dati a quelle che per tal via beffavano, e così averle ingannate, facendole allevare i figliuolini d'altre suppostigli per suoi. Nel qual modo se volesseno, alcuni potrebbeno sostenere che non fusse stato felicità in quelli che gli antichi chiamarno figliuoli di Dei e di Dee (il che non crederei io, tenendo la maggior parte di queste cose fabulose). Così difenderebbeno ancora essere stato il nascimento d'Enea in Asia, e quel d'Achille in Grecia, i quali furono famosi al tempo degli eroi. E così parimente essere ingravidita Olimpia regina in Macedonia, ed in Italia la madre d'Africano maggiore.

DIC. Le cose che tu hai racconte, Fronimo, paiono simili a quelle di santo Agostino, che il demonio sia stato l'inventore del brutto amore de' fanciulli.

FR. Certo che non pure allettava le donne ai piaceri amorosi, ma tentava anco gli amori de' fanciulli; donde facilmente si può fare coniettura, che i brutti amori de' fanciulli siano stati tentati da quelli, che dicevano di corre il fiore alla verginità loro per esempio de' demonj; ed avere auto origine primieramente in Asia, e di quivi poi essersi sparsi in poco tempo in Grecia, ed in Italia, ed insino in Francia. Imperocchè il ratto di Ganimede a Troia, non è dubbio che appresso i gentili è stimato antichissimo. L'incendio di Soddoma e Gomorra, e delle altre tre città d'Asia, è cosa notissima non solamente appresso de' nostri, ma ed appresso de' Gentili. Orfeo andando d'Asia in Tracia, ed in Grecia, così come fu primo autore di rimuovere il culto di molti Dei, così fu anco autore di maledire questo vizio, e fu tenuto il primo uomo, che fusse appresso de' Traci, o (come vogliono più tosto alcuni) primo appresso de' Taurini. In Grecia era già cosa tanto pubblica, che i cattivi credevano essere cosa lecita e concessa. Appresso de' Celti già si teneva (come dice Aristotile) che non fusse peccato alcuno, ma sì come si crede che per benefizio della legge cristiana poi fusse estinto, così massimamente crebbe e prese vigore appresso de' Persiani, sì per la sceleranza già antica, come per essere lontani alla legge cristiana. Imperocchè noi conosciamo quello in fra i costumi che è buono, quello che è cattivo, e quello che è pessimo al tutto. Laonde il demonio maligno (non tanto per dilettare le donne inclinate alla lussuria stimulando la natura all'ingravidare) usava con loro: ma ritrovò ancora quella contra natura sporca, abominevole, promettendo premj a quelli che ne erano pazienti, a chi l'eternità, come a Ganimede, il quale dagli antichi vani fu misso in cielo, cosa non manco impia che sfacciata, ed a chi l'arte dell'indovinare, come a Branco pastore, a cui favoleggiavano essere stato spirato il vaticinio da Apolline.

AP. Di grazia non me ne dir più, che certo così come mi sono note, così anco mi danno maraviglia queste cose, non essendo continuamente accadute nel corso d'ogni età, se si può porre il termine dal tempo degli eroi infino a quel di Scipione.