Venner di Proca drento a l'ampio tetto,
Di poco nato il figlio ivi trovaro
Lasciato loro in preda, e 'l miser petto
Votar di sangue, empiendo il ventre avaro.
Gridando aiuto l'infelice astretto
Tra crude man, là corse al grido amaro
La nutrice smarrita, e 'l figlio vede
Guasto che tardi omai soccorso chiede. [Ovidio]
Non ti pare egli che quei versi, tanto diversi in fra di loro, dimostrino ancora la natura diversa e contraria delle streghe? Quelli si poteva giudicare che fussino uccelli amorevoli, facendo l'uffizio della balia, e questi altri si può dire che siano molto nocevoli, che, bevuto il sangue de' fanciulli, gli facciano morire.
FR. A me più tosto pare che sia fabuloso l'uno e l'altro, ovveramente se alcuna verità è nascosta sotto la favola, credo che non manchino tal sorta d'uccelli, nè mai sieno stati trovati, ma canzona, e baia che
Trasfigura in uccel la sciocca vecchia.
Penso ben più tosto, che quelli stessi uccelli per opera di demonj maligni apparischino in forma di balia che cerchi d'ingannare, e tanto più che quel demonio falsamente creduto Iano insegnò il rimedio del fascino, tre volte toccando gli usci, e altrettante segnando i sogli con foglie d'arbatro, spargendo l'acqua su l'entrata, e l'altre cose macchinando che non erano sacre, ma portenti esecrabili, avvenga che anco i medici ne parlino, onde si legge quello:
In oltre se la Strega a notte oscura
Preme in bocca il veleno al picciol figlio
Mungendo l'empia a sè la mamma impura; [Da Quinto Sereno.]
e così usano di fare le streghe del nostro tempo; quando si dice che son portate al giuoco di Diana, guastano i fanciullini nati di poco che piangono nelle culle, di poi gli soccorrono col rimedio; le quali cose mi pare che abbiano avuto origine da queste, e che eziandio il nome loro sia derivato da quelle, conciossiachè le donne che fanno tal eccesso, appresso di noi, e per tutto abbiano avuto il nome di strega.
AP. Parmi adunque, Fronimo, che tu sia ingannato dal medesimo errore che sono aggirati la maggior parte de' nostri, credendo tu per vere le cose che sono dette dal volgo: io non so che donnicciuole si siano queste che volano a' conviti, e agli abbracciamenti delle fantasime nella notte più oscura, dalle quali sian guasti i bambini.
FR. Non dir così, perocchè quello che hanno per cosa certa molti uomini dotti, esperti e dotati di buoni costumi, e che apertamente lo confessano, non debbe credersi che sia errore.
AP. Certo che io non sono mai stato fatto capace a credere queste cose.