Il che tanto più è da dirsi quanto che la severa censura del Greco Scrittore è andata a finire coll’avere anch’egli convenuto che i Greci, quì sbarcati prima della guerra di Troja furono Arcadi. Ritenuto quindi il fatto principale come un fatto istorico, tutto il dippiù poco rileva. Quali delle Popolazioni Greche siano allora quì venute non è difficile indagarlo dagli antichi monumenti che contestino le loro costumanze ed i loro Riti ritenuti ne’ luoghi da esse occupati. Or tanto nelle monete che ne’ vasi fittili Ruvestini trovandosi sicure testimonianze che serbava la nostra città le costumanze ed i Riti Arcadici per le circostanze da me rilevate dalla pagina 74 alla pagina 76, vi è tutta la ragione di dirsi che nella fondazione di essa vi ebbero parte anche gli Arcadi e che questi furono nel numero de’ Greci che Porcio Catone, Lucio Sempronio ed altri contestarono di essere partiti dall’Acaja prima della guerra di Troja.
È risaputo quanto in simili indagini influisce la considerazione del culto delle Divinità, de’ Genj e degli Eroi che un’antica città serbava. Queste conghietture suggerite anche dagli antichi Scrittori sono state ritenute dagli Archeologi odierni per indagare la origine delle città antiche, com’è noto a chiunque abbia conoscenza della materia. Si aggiunga a ciò che Strabone nel luogo innanzi riportato alla pagina 42 fu di avviso che in generale i Greci che occuparono la Peucezia erano venuti dall’Arcadia. Non può credersi che uno Scrittore così grave lo abbia ciò detto a caso. Bisogna convenire che la sua opinione fu fondata o sull’autorità di altri Scrittori che la ingiuria del tempo ci ha tolti, o sulle antiche tradizioni ritenute dagli abitanti di quella Regione, essendo cosa regolare e naturale che i Popoli trapiantati dal loro Paese natio in altre lontane Regioni serbino le memorie della loro origine. Dopo tanti secoli e tante vicende sofferte dalla povera Italia si son queste oggi smarrite. Al tempo di Strabone però potevano gli abitanti della Peucezia ritenerle ancora, ed è da presumersi che le abbiano ritenute, ed egli che fu uno Scrittore accuratissimo e minutissimo le abbia raccolte.
Lo sbarco quindi di Oenotro, e Peucezio nelle nostre Regioni o che sia un fatto istorico o che voglia credersi una favola, nulla ciò rileva a discapito delle cose da me dette sulla origine della nostra città. Se i Greci del Peloponneso che la fondarono non furono guidati da Oenotro e da Peucezio, si potrebbe forse dir perciò che non abbiano potuto ivi capitare sotto altri Condottieri? Non potendosi porre in dubbio le antiche emigrazioni de’ Greci nelle nostre Regioni e la occupazione fatta dalle Greche Colonie de’ luoghi adiacenti al mare, nulla importa per l’oggetto di cui si tratta il conoscersi anche i nomi de’ loro Capi. Le circostanze particolari da me rilevate per indagare i popoli della Grecia ch’ebbero parte alla fondazione della nostra città, risultando dalle sue monete e da altri antichi monumenti indipendentemente dalle testimonianze de’ Scrittori Greci e Latini delle quali mi son giovato, sono questi gli elementi più solidi e più sicuri in simili indagini, anche nel senso di que’ moderni Scrittori che hanno riputata favolosa la venuta de’ figliuoli di Licaone nelle nostre Regioni.
INDICE DE’ CAPITOLI.
| CAPO I. | |
| Degli antichi Scrittori che hanno parlato della città di Ruvo | PAG. 9 |
| CAPO II. | |
| Delle antiche monete della città di Ruvo | 32 |
| CAPO III. | |
| La città di Ruvo deve credersi fondata dagli Arcadi che vennero nella Italia prima della Guerra di Troja | 35 |
| CAPO IV. | |
| Li pregevoli vasi fittili, ed altri oggetti delle belle arti antiche trovati in Ruvo confermano vie più la sua origine Arcadica | 56 |
| CAPO V. | |
| La origine Arcadica della città di Ruvo si desume anche dal nome alla stessa imposto dai suoi primi fondatori | 90 |
| CAPO VI. | |
| Del sito in cui fu la città di Ruvo da principio edificata | 99 |
| CAPO VII. | |
| Notizie della città di Ruvo fino all’epoca de’ Normanni | 107 |
| CAPO VIII. | |
| Notizie della città di Ruvo al tempo della Dinastia Angioina | 122 |
| CAPO IX. | |
| Notizie della città di Ruvo al tempo della Dinastia Aragonese | 164 |
| CAPO X. | |
| Notizie relative alla città di Ruvo dall’epoca di Ferdinando il Cattolico fino a quella dell’attuale Dinastia Regnante | 170 |
| CAPO XI. | |
| De’ diritti acquistati dal Regio Tavoliere di Puglia nell’agro Ruvestino e degli abusi dappoi introdotti | 195 |
| CAPO XII. | |
| Degli abusi e gravezze che la città di Ruvo ha sofferte dalla prepotenza Baronale | 209 |
| CAPO XIII. | |
| De’ giudizj dell’anno 1750, dell’anno 1797 e dell’anno 1804, e delle transazioni dell’anno 1751 e dell’anno 1805 | 239 |
| CAPO XIV. | |
| Fatti principali avvenuti nella città di Ruvo dalla fine del secolo XVIII in poi | 261 |
| CAPO XV. | |
| Osservazioni sulla città di Ruvo, sulla sua Popolazione, sulla pregevole qualità e varietà del suo territorio, e sui disordini introdotti nella moderna Amministrazione comunale | 304 |
| AVVERTIMENTO | |
| Sulla origine della città di Ruvo esposta dall’Autore | 319 |
INDICE GENERALE.
A
Acheloo fiume della Grecia, da cui prese il nome il nostro fiume Acalandro detto oggi Salandrella pag. [93].
Achille combatte ed uccide Pentesilea Regina delle Amazoni pag. [67] e [68].
Aletium antica città de’ Salentini — Vi è quistione se sia l’attuale città di Lecce pag. [10].