[9]. Cellarius Geographia antiqua lib. II cap. IX sect. IV §. 590.

[10]. Il P. Arduino ha ripartiti i capitoli della Storia Naturale di Plinio in un modo diverso da quello in cui si trovano questi ripartiti in tutte le altre edizioni della stessa opera. Quindi li capi citati dai Scrittori secondo le antiche edizioni non battono con quelli che si trovano segnati nella edizione suddetta del P. Arduino. Ad evitare l’inconveniente che da ciò ne deriva, al margine di ciascuno de’ capi della sua nuova numerazione ha segnato il numero antico. Avrebbe potuto in vero risparmiarsi questo fastidio, il quale serve solo ad imbarazzare chi legge senza veruna utilità, e lasciare la numerazione de’ capi come si trova ripartita in tutte le altre edizioni.

[11]. In altre edizioni vi è quì anche la parola Aquini.

[12]. In altre edizioni si legge Deculani, non Æculani.

[13]. In altre edizioni si legge Etinates, non Meritanes.

[14]. In tutte le altre edizioni si legge quì Neritini, e non già Netini, vocabolo alterato e mutilato di proposito dal P. Arduino, come saremo or ora a vederlo. Nelle altre edizioni dopo la parola Neritini, vi è anche la parola Matini che quì manca.

[15]. Non vi può esser dubbio che colla parola Rubustini sono indicati gli abitanti della nostra città di Ruvo. Ne convengono tutti i Comentatori di Plinio, e con essi anche il P. Arduino.

[16]. Convengono essi del pari che sotto il nome di Butuntinenses sono indicati gli abitanti della città di Bitonto, antica città della Peucezia. Il Vesselingio anzi nelle sue note all’Itinerario di Antonino, di cui si parlerà in seguito, dice di aver veduta anche una moneta Bitontina. Il chiarissimo Canonico Mazocchi nel suo Commentario sulle Tavole di Eraclea alla pag. 37 dice che ne aveva una bellissima inedita. Io ne ho due. Il Signor Millingen nel suo libro innanzi citato alla pagina 149 e 150 reca anche le monete Bitontine. Non si comprende però come Plinio abbia situato Bitonto tra le città della Calabria, mentre non è distante da Ruvo più di nove miglia, e tanto negl’Itinerarj, de’ quali si parlerà in seguito, quanto nella Tavola Peutingeriana Bitonto e Ruvo sono segnate l’una dopo l’altra.

[17]. In altre edizioni manca la parola Paltonenses.

[18]. Non già Nerentini, ma bensì Neritini si legge nelle altre edizioni. Tal lettura poi la presentano, non già libri quidam, come dice quì l’Arduino; ma bensì tutte le altre edizioni di Plinio, non esclusa la bellissima edizione anche di Parigi dell’anno 1545, che l’ho pure nel mio Studio.