[19]. Non si capisce come il Cellario abbia creduta tanto astrusa la investigazione del sito dell’antica Celia che Luca Olstenio l’ha così bene situata a poche miglia al di là di Bari. Quest’antica città è oggi uno de’ così detti Casali di Bari che ritiene tuttavia il nome di Ceglia che viene da Celia. È questa città segnata anche nella Tavola Peutingeriana. Il chiarissimo Canonico Mazocchi nel Commentario sulle tavole di Eraclea alla pag. 35 nota 51, ed alla pag. 38 parla di Celia, e ne reca una moneta con Greca leggenda. Reca le sue monete con tipi diversi anche il Signor Millingen nel precitato suo libro pag. 149. Io ne ho quattro. Ma la migliore testimonianza che Ceglia sia l’antica Celia sono gli eccellenti e magnifici vasi fittili Italo-Greci, ed altri monumenti di antichità che si sono ivi disotterrati ai tempi nostri.
[20]. Ha voluto quì alludere alla emendazione della parola Νήτιον proposta anche da Luca Olstenio. Opinò egli da principio che dovesse alla stessa sostituirsi la città che nella Tavola Peutingeriana è chiamata Natiolum quasi come un diminutivo di Netium. Ma l’Olstenio che fu un accurato investigatore de’ luoghi ricedè ei medesimo da questo suo primo avviso, poichè riflettè che il Natiolum della Tavola Peutingeriana è messo sul litorale dell’Adriatico tra Bari, e Trani nel sito dell’attuale città di Giovinazzo, e non già dentro terra tra Celia e Canosa. Al che aggiungo che cotesta novella città della Tavola Peutingeriana al tempo di Strabone non esisteva ancora.
[21]. Questa posizione proposta anche dal Palmerio si è confutata innanzi.
[22]. Cellarius lib. II cap. IX sect. IV §. 575.
[23]. Ferrarius Novum Lexicon Geographicum verbo Netium, et verbo Andria.
[24]. Baudrand Geographia verbo Netium.
[25]. Horat. Sermonum lib. I Sat. V v. 95.
[26]. La città di Bitonto non altrimenti ha potuto essere indicata nell’Itinerario di Antonino che come un luogo di passaggio, e di riposo, e non già di fermata, giacchè da Ruvo a Bitonto segna undici miglia di cammino, e da Bitonto a Bari altre dodici miglia. Ventitre miglia sono il cammino regolare di una sola giornata, non di due giornate.
[27]. Pratilli Della Via Appia lib. IV cap. XIII.
[28]. L’antica strada della Guardiola che da Canosa mena a Ruvo si è resa troppo malagevole ed è rimasta oggi perfettamente abbandonata. La novella bellissima strada aperta fra Canosa ed Andria, Corato, Ruvo, Terlizzi, Bitonto etc. molto al di sopra dell’antica via Trajana, oltre di essere più gaja, offre un comodo che nulla fa desiderare. È quindi quella la strada che da tutti oggi è battuta.