[106]. Millingen Considerations sur la Numismatique d’Italie pag. 151.
[107]. Virgil. Buccol. Ecloga X. vers 26.
[108]. Idem Georg. III vers. 392.
[109]. Pausanias in Arcadicis, sive lib. VIII cap. 30.
[110]. Natalis Comitis Mithologia lib. V Cap. 6.
[111]. Diodorus Siculus Bibliotheca Histor. lib. IV cap. 37 pag. 168, et 169.
[112]. Dionys Halicarnass. lib. VII circa finem.
[113]. Non ometto che i vasi di Ruvo non sono deturpati da quelle stomachevoli oscenità che sono troppo familiari ne’ vasi di Corneto, di Vulci, e di Canino. Le pitture oscene le condanna giustamente Aristotile Polit. VII 15 (vulg. 17), le ripruova con indignazione Properzio eleg. II 5 vers. 19 et sequ. Il gusto di Tiberio per queste pitture fu vituperato da tutti gli Scrittori. Inveisce acremente contro le stesse S. Clemente Alessandrino in Protrept. pag. 52, e 53. La continenza, e moderazione de’ vasi di Ruvo in questa parte onora molto la morale tanto degli antichi abitanti della nostra città che de’ Pittori.
[114]. Ne’ Registri Normanni, Angioini ed Aragonesi che recherò in seguito è questa città chiamata Terlitium, e non Turricium. Nelle carte della Geografia antica pubblicate da diversi Scrittori manca questo nome estraneo alla stessa. Ma ne’ registri Pubblici, e nelle carte Geografiche recenti è chiamata Terlizzi. Non si cangiano i nomi delle città riconosciuti dalla Pubblica Autorità per potergli adattare ai voli della propria fantasia, come ha fatto quì il Sig. Martorelli.
[115]. Tra le tavole di Eraclea, ed un vasellino vi è quel divario che passa tra un Elefante, ed una formica. Malgrado ciò il dottissimo Canonico Mazocchi non sognò mai di ripetere l’antichità di quella città dalle sole tavole ivi rinvenute, ma anche dalla Storia, dalla Geografia antica, e dalle monete: anzi questo nostro illustre, e sodo Scrittore fu molto cauto nello sbilanciare il suo avviso sia sull’antichità, sia sulla origine Greca delle nostre città, e no ’l fece altrimenti che sull’appoggio di sicuri monumenti, e specialmente delle antiche monete, le quali non possono fallire. Non si è inteso ancora che su di un vasellino trovato per azzardo in un sepolcro, siasi elevata una Torre, e creata una supposta antica città sconosciuta del tutto agli antichi Scrittori e Geografi, senza essersi riflettuto che quel sepolcro ha potuto appartenere ad altra convicina città sicuramente antica, e che un sepolcro antico si può trovare anche nel territorio di una città recente. Per ragionarsi a questo modo bisogna aver la testa molto riscaldata.