[175]. Fasciculus 86 fol. 55.
[176]. Dal confronto di cotesti Registri viene a conoscersi l’epoca di quella informazione senza data de’ feudatarj e suffeudatarj della Terra di Bari di cui innanzi ho parlato. Costando dai Registri di Carlo II testè riportati che la città di Ruvo nell’anno 1291 era tuttavia posseduta dalla famiglia de Colant, e da quelli del Re Roberto che nell’anno 1310 Galeraimo de Juriaco aveva perduta quella città per contumacia, è conseguenza che la predetta informazione nella quale è riportato come Feudatario di Ruvo Roberto de Juriaco è dell’epoca del Re Carlo II. Cotesto Roberto nell’anno 1291 non era ancora Feudatario di Ruvo, e nell’anno 1310 aveva cessato di vivere, posto che il feudo di Ruvo era passato a Galeraimo che lo perde per la sua contumacia. Un registro dunque che parla del detto Roberto è del tempo intermedio, quando regnava ancora Carlo II.
[177]. Non è nella lettera nominalmente indicato il feudatario di Ruvo a cui era stata diretta. Ma dalla data di essa dell’anno 1307 e dalle cose dette innanzi risulta che non poteva questi esser altri che Roberto, o Galeraimo de Juriaco.
[178]. Il Capitolo del Re Carlo I quì trascritto è registrato con migliore ortografia al num. 83 de’ suoi Capitoli riportati nel Codice delle nostre antiche leggi. Pruova lo stesso gli abusi della prepotenza Baronale a cui fu nella necessità di apporre un freno.
[179]. Regest. Caroli II anni 1306 et 1307 lit. B fol. 227.
[180]. Ambrogio Calepino nel suo Vocabolario dice cosa è la giumella di cui quì si parla. Giumella sorta di misura, ed è tanto quanto cape nel concavo di ambe le mani per lo lungo accostate insieme quantum cavis manibus continetur.
[181]. Ciò pruova che in ogni tempo si è continuato a mantenere in Ruvo quelle officine di vasi fittili che ci hanno dati tanti capi-lavori antichi di belle e capricciose forme.
[182]. Vi è quì sicuramente un errore nel Registro perchè queste parole non s’intendono.
[183]. Regest. Caroli II anni 1307 lit. B fol. 115.
[184]. Fin dal tempo del Re Carlo I il Feudatario di Ruvo si querelò di quello di Terlizzi perchè contro ogni dritto stendeva le mani sul territorio di Ruvo e cercava usurparlo a danno suo e degli abitanti della città di Ruvo. Quindi scrisse il Re nel dì 14 dicembre 1269 una lettera molto energica al Giustiziere della Terra di Bari perchè si fosse conferito di persona sul luogo e con tutta diligenza e fedeltà avesse verificato l’esposto, e trovandolo vero, avesse imposto al Feudatario di Terlizzi sub certa pœna, e nel suo nome che non avesse più osato di stendere le mani sul territorio di Ruvo. Regest. Caroli I anni 1269 lit. D fol. 109 a t.