E propongo un altro quadretto in cui si veda l'equivalenza delle tre appellazioni Lattanziane con quelle Aristoteliche:
| lussuria | |||||
| Inc. | di conc. | gola | |||
| avarizia | libido lonza | ||||
| d'irasc. | accidia | ira leone | |||
| Mal. | con forza | ira (cieca cupid.) | cupiditas lupa | ||
| con frode | invidia | ||||
| superbia |
Così il lettore può vedere come la lonza sia in iscena quando sopraviene il leone, e poi sparisca al suo apparire; la libido lonza contenendo anche l'accidia (tristitia), la quale appartiene (spec. ma non escl. come di vinti dall'ira) anche all'ira leone, è un po' anch'essa leone (invero è leonza). E poi il lettore vede come l'ira leone, unito alla leonza per la conseguenza della lussuria e gola, che è tristitia, e per il fatto ch'egli è la bestialità, ossia per metà incontinenza, per metà malizia o ingiustizia, sia ancora unito alla lupa o leopede per la cupidigia che in esso è unica e rabbiosa, e nell'altra è molteplice e accorta. Vede anche come la leopede, per mezzo della cupidigia, contenga il leone e perciò la leonza, alla quale è poi unita anche per mezzo dell'avarizia che è cupidità iniziale, in fieri, direi. E così ella è tutto il peccato e tutta la trinità del male, libido ira e cupiditas in genere, e avarizia, invidia e superbia in ispecie. Il che risulta da quest'altro specchietto:
| inordinazione | nell'appetito | concupiscibile | leonza libido | leopede cupiditas | |
| irascibile | leone ira | ||||
| nella volontà | |||||
| nell'intelletto | |||||
e da quest'ancora:
| incontinenza | ||||
| di concup. | ||||
| | | lonza | |||
| incont. d'irasc. | ||||
| | | leone | |||
| ingiustizia | ||||
| | | lupa | |||
| frode | ||||
Vedi ora, o lettore, come le bestie spariscano l'una nell'altra? come dall'incontinenza, contro cui vale la corda, si caschi nelle branche di Gerione?
E veniamo al paragone tra
| il corto andare | e | l'altro viaggio |
| inferno | purgatorio | |
| Tenebra o miseria originale | Tenebra o miseria originale | Originale felicità, libertà e innocenza con Catone che volle esser libero ed ebbe i raggi delle quattro virtù, e sarà beato, longa cum veste, tra i pii sospesi del limbo, nel gran dì: e allora egli avrà ai suoi piedi le sette cornici dove erano i sospesi del purgatorio, in quest'ordine |
| selva oscura (antiqua silva) | vestibolo con la selva semovente | |
| passo (interitus del servo fuggitivo) della riviera o dell'acqua perigliosa | passo dell'Acheronte | |
| piaggia diserta (ritorno dove il sol tace, cammino selvaggio, dove si trova Virgilio) | selva di spiriti spessi, tra i quali è Virgilio | |
| Ombra della carne | ||
| Lonza, snelletta e leggera | Rovina. Principio invisibile dello Stige | |
| lussuria (Minos) | lussuria | |
| gola (Cerbero) | gola (i due alberi) | |
| avarizia (innominabile, Pluto) Principio visibile dello Stige | avarizia (con la maledizione alla lupa) | |
| accidia operativa | accidia in acquistare | |
| a bene sperar m'era cagione... l'ora del tempo e la dolce stagione | Stige che si fa palude e incontinenza di concupiscibile che si fa incontinenza d'irascibile, o carnalità che si fa accidia, libido che si mescola ad ira; contro cui gioverebbe il sole e l'aer dolce. | |
| Accidia contemplativa | accidia in vedere | |
| Veleno | ||
| Leone, con rabbiosa fame, che apparisce quando si vede tuttora la lonza, la quale sparisce al suo apparire | (Il fuoco di Flegetonte affoca le mura di Dite 8, 73) Rovina. Incontinenza d'irascibile o tristizia o ira (passione) che si mescola al mal volere o ingiustizia. Minotauro. Ira folle e cieca cupidigia di vendetta. Flegetonte. | ira |
| Lupa, con tutte brame, che viene a poco a poco, che apparisce insieme col leone il quale sparisce al suo apparire | Flegetonte cade nel baratro. L'ingiustizia d'incontinenza e mal volere si unisce all'intelletto, e diventa frode, di cui la specie più grave è la ipocrisia, nella cui bolgia è la terza rovina. L'avarizia si fa cupidità; la cieca cupidigia si fa oculata. Gerione o il serpe infernale. Malebranche o neri cherubini, con virtù mal volere e intelletto. Invidia (contro uomini in generale). | invidia |
| Giganti, contro gli Dei, con possa, mal volere e mente. Dite o il primo superbo, unico serafino caduto, tricipite. Superbia (contro Dio o chi di Dio più tiene) Cocito | superbia | |
| ritardatari e valletta amena | ||
| scomunicati |
i quali corrispondono doppiamente al vestibolo e limbo infernale, così: