FINE
NOTE:
[1.] “Augusto„ per esattezza s'avrebbe a dire, poichè le predizioni del veltro che verrà, di colui per cui la lupa disceda, del messo di Dio che anciderà la fuia, sono echi delle predizioni dell'Eneide, nelle quali si promette, per bocca di Giove e d'Anchise, Augustus Caesar (Aen. I 286; la lupa è il furor impius; VI 791: la lupa è il complesso dei mostri domati da Alcide).
[2.] Ep. VI ad Florentinos, 5.
[3.] Vedi a pag. 473, nota. Nell'Ottimo (ed. Pisa Capurro 1828) leggo al verso 118 del XXXIII Pur. “se altro non ne sai, vedi il libro Donico, il quale trattò di questa materia„. Che è o chi è questo Donico? Non forse Doniço? cioè, quel Donizone che cantò la contessa Matelda e le disse Marta e Maria? Su che, vedi L. Rocca, Matelda (nel vol. Con Dante e per Dante, 1898 Hoepli).
[4.] Co. 4, 9.
[5.] Co. 4, 6. E si legga ciò che segue: “Oh miseri, che al presente reggete! e oh miserissimi, che retti siete! che nulla filosofica autorità si congiugne colli vostri reggimenti nè per proprio studio, nè per consiglio„. Essi non furono addotti dal proprio studio all'arte lor conveniente. Sull'arte leggi tutto il Cap. 9.
[6.] Mi pare che sia naturale interpretare che Matelda cantasse (Pur. 28, 41) appunto il salmo Delectasti a cui poco dopo ella si riferisce (ib. 80).
[7.] Pur. XXXII 100 segg.
[8.] Vedi L'Ultimo Rifugio di Corrado Ricci, pag. 114 segg. e anche la sua Guida di Ravenna, 2a, pag. 134 sgg.