[95.] Nel che peraltro è da vedere un dubbio che veramente ebbe il Poeta. Come la sapienza, di cui si parla nel libro di sapienza, non è la sapienza vera? la sapienza che s'identifica nella contemplazion di Dio? E solve il dubbio dicendo che veramente ella era senno (cfr. Inf. 16, 20: fece col senno assai e con la spada) o prudenza regale. Così nel Convivio (4, 17): “Bene si pone Prudenza, cioè Senno, per molti essere morale virtù... avvegnachè essa sia conducitrice delle morali virtù, e mostri la via perchè elle si compongono, e senza quelle essere non possono„. Vedi Co. 4, 27.

[96.] Nel Convivio (2, 5) Dante chiama “più divina„ la vita contemplativa. Divina la chiama, a dirittura, Beatrice qui nella Comedia (Pur. 33, 88).

[97.] Aur. Aug. contr. Faustum XXII. L'espressione è in Sap. 9, 14. Vel. pag. 435.

[98.] Ps. 91.

[99.] Ottimamente tratta GPoletto (in Alcuni Studi su Dante Alighieri, App. X) questa materia della vita attiva preparazione alla contemplativa. È meno esatto, a parer mio, in alcune conclusioni. Queste, per esempio. “La Vita Contemplativa non è che complemento dell'attiva, questa quale preparazione di quella„. No: non tutti quelli che riescono a bene, dall'attiva sono passati alla vita contemplativa, in questo modo. Sarebbe un negare che ci sia vita attiva. “Matelda adombra le due Vite„. Non precisamente: adombra qualche cosa che tiene delle due vite: dall'operare e contemplare: l'arte, virtù intellettuale e abito operativo, Vel. 462.

[100.] Osservazione di GPoletto, in Alcuni Studi, pag. 217: “Così è stabilita la necessità della prima parte del viaggio, lasciando alla libera elezione di Dante la seconda„. E cita un passo di S. Gregorio citato in Summa 2a 2ae 182, 4.

[101.] S. Bern. Op. I 842: “Quod quidem si magnum illud Ecclesiae corpus considerare libet, facile satis advertimus, longe acrius impugnari spirituales viros ipsius Ecclesiae, quam carnales: quae nimirum duo eius latera, dextrum sinistrumque, puto non inconvenienter accipimus„. Vedi Vel. 264.

[102.] Vedi in S. Bernardo (op. II 461) l'antitesi tra Lucifero e Maria. Mi giovo, trattando di Maria, pure in cose vulgate, di S. Bernardo, perchè certo autore di Dante.

[103.] Bern. Op. I 1564.

[104.] Bern. Op. I 468.