[319.] Perchè Dante chiami nel paradiso figlia del sole quella che nel purgatorio chiama suora, e che nell'inferno dice “luna tonda„, senza nominarla però nel primo canto, mi pare che ogni lettore debba intendere. La grazia si manifesta gradatamente più, e a mano a mano la luna si spiritualizza.

[320.] Vedi a pag. 211.

[321.] Vel. pag. 450. Giova ricordare la prima fonte di questa figurazione, che è nelle Confessioni di S. Agostino, libro molto letto da Dante. S. Agostino (Conf. XIII, 23) dice che il sermo sapientiae di S. Paolo è il luminare maius, e il sermo scientiae è il luminare minus. Tra sapienza e vita contemplativa, e tra scienza e vita attiva è quel nesso che tutti sanno.

[322.] Vedi a pag. 220.

[323.] L'abbiamo già veduto in Vel. 168 sgg.

[324.] Op. XII 559 (Sermo CIX, 4).

[325.] Pag. 133, e nota a pag. 113.

[326.] ALubin nel suo comento, che non ho presente, porta luoghi di mistici in cui si dichiara lo zoppicare di Giacobbe a proposito del pie' fermo di Dante.

[327.] Gen. 32, 22 sqq. Non bisogna trascurar nulla in questa narrazione, nemmeno le circostanze che Dante modificò più che tralasciasse. Per es. questa, Iacob... transivit vadum Iaboc. Questo è il passo della selva. Ma la fatica Dante la durò prima del passo, e Iacob, dopo.

[328.] Vel. pag. 453.