[602.] Vedi altro a pag. 446 sgg.
[603.] Vedi per tutta questa materia i cap. XXIX Virgilio, XXX Lo tuo volume, XXXI Enea e Catone. Leggi poi in FD'Ovidio, Studii citati, lo studio Non soltanto etc. a pag. 225 sgg. Vi troverai molte osservazioni di lui e d'altri, le quali precedono le mie, e altre che non sono qui.
[604.] Vedi XXVI Il minor luminare XXVII Il pie' fermo.
[605.] Vedi a pag. 367; e aggiungi questa ripresa della nostra interpretazione del pie' fermo, comparando il Pur. 30, 84. Gli angeli affermano che Dante era solo a metà mortificato o vivificato, perchè era uscito sì dal languor naturae originale ma si avviava per la via del mondo, e l'un dei pedes era quindi infermo e fermo nel tempo stesso.
[606.] Lact. Inst. div. lib. VI cap. 19. Vedi il cap. XXVIII Le tre fiere.
[607.] Vedi a pag. 549. In quella nota di Servio osservo: hanc terram in qua vivimus inferos esse voluerunt. Vada questa nota a confermare che per infera regna Dante intendeva l'inferno e il purgatorio. Vedi a pag. 244, nota 3.
[608.] I numeri tra parentesi sono quelli di Dante.
[609.] La corrispondenza è duplice.
[610.] La lonza non comprende l'avarizia se non come concupiscenza. Essa avarizia viene a essere, come innominabile, il vestibolo della frode o lupa; al modo che l'accidia, come innominabile, viene a essere il vestibolo della ira o violenza o leone; al modo stesso che il peccato originale degli sciaurati, pure innominabile, è il vestibolo della incontinenza o lonza.
[611.] Vedi il Cap. XXXVIII Lo vas d'elezione.