II.
Il Conte Ugolino.
Mi domando con un valentuomo, critico arguto se mai altri, il d’Ovidio: Per qual colpa il conte Ugolino è in inferno, nella ghiaccia? Ma non mi appago della sua risposta la quale è che egli è dannato per i suoi tradimenti contro il nepote Ugolino Visconti. Perchè allora non è nella Caina? Nella Caina, dove è Sassol Mascheroni, uccisore d’un giovinetto cugino, dove è il Camicion de’ Pazzi, pure uccisore d’un congiunto? Nella Caina, dove sono puniti quelli che ruppero il vincolo d’amore che congiunge, non solo figli a genitori, ma parenti in genere a parenti? Quelli, come a me pare d’aver dimostrato, che violarono il quarto comandamento?
A questa obbiezione, per dire il vero, io ho una risposta, e altri ne avrà cento; ma io espongo la mia, la quale, mentre solve il nodo che è in quella domanda, rende probabile un’altra, non dirò ipotesi, ma conclusione. Perchè sarà, all’ultimo, tenzone tra due credenze, una del tutto congetturale, che non ha alcun rinfianco dalla lettera di Dante, l’altra che dalla lettera di Dante riceve grandissima verisimiglianza. Invero altri sono posti nell’inferno e pur nella ghiaccia, senza che il Poeta dica il perchè, tanto il perchè doveva essere ed era noto; e così può darsi che sia posto il conte Ugolino; ma se il perchè risultasse da un più attento esame del testo? da una più ragionevole interpretazione?
Il Bartoli; caro e illustre nome, non più ahimè! che nome, pur molta parte di lui; il Bartoli trova nel racconto di Ugolino un cenno alla colpa del tradimento contro Nin gentile e contro i Guelfi. Egli dice (Storia della letteratura italiana, IV, parte II, p. 111): “Nel Poema c’è una frase che conferma tale supposizione, quel “fidandomi di lui„ (v. 17), che altrimenti, se non ci fosse stato un accordo tra il conte e l’arcivescovo, non avrebbe senso. Ma il fidarsi dell’Ubaldini volea dir necessariamente essersi stretto in lega colla parte ghibellina, e questo non poteva essere che a danno del nepote. Doppio tradimento quindi...„ Ma io non credo che quel fidandomi di lui valga ad altro, se non a richiamare la definizione del tradimento (Inf. XI 52 e seg.):
La frode, ond’ogni coscienza è morsa,
può l’uomo usare in colui che ’n lui fida.
Dante fa dire ad Ugolino il perchè della condanna non sua ma dell’arcivescovo. Dice anzi: “Tu sai il tradimento che mi fece, quindi sai perchè sia in questa ghiaccia; non sai però come cruda fosse la morte che soffrii per il suo tradimento, quindi non sai perchè io me gli mangi il capo„. Non è dunque il cenno che dice il Bartoli quello, che del resto è ben più che cenno, che dico io essere nel testo, della colpa di Ugolino. O quale è dunque?
Rispondo prima all’obbiezione fatta all’avviso del d’Ovidio: come Ugolino non è nella Caina, se ha rotto il vincolo che lega parente a parente? Rispondo: Ugolino è in vero nella Caina.
Sento un oh lungo e roco... Spieghiamoci meglio. Non è nella Caina, mi riprendo; ma ci sarebbe se fosse al suo posto. Ma al suo posto, dove la sua colpa l’avrebbe balestrato, non c’è. Egli è... Leggete:
vidi due ghiacciati in una buca;