Sono, come i commentatori annotano, le tenebre evangeliche (Giovanni XII 35) nelle quali chi cammina non sa dove si vada. Ora, continuando, nel Purgatorio oltre questi accidiosi — lenti, pigri, sedentarii — ci sono quelli, di cui parla il Bartoli, che corrono e sono pieni di voglia a muoversi; sono immobilità dunque e mobilità forzate, nel Purgatorio, come nell’Inferno mobilità e immobilità pur forzate, nell’ordine proprio che dico, inverso; come il lento amore è partito da Virgilio così — in lui vedere o a lui acquistare — inversamente cioè alla collocazione dell’accidia nell’Inferno; dov’è prima la carnale degli ignavi e poi la spirituale dei sospesi, prima la carnale dei rissosi e dei fitti nel fango e poi la spirituale di coloro che l’anima col corpo morta fanno. Nulla a caso, e tutto mirabile, come nelle opere di Dio!
Ho ampliato dunque e chiarito e compiuto l’argomento del Bartoli. Sì: accidiosi sono gli sciaurati del vestibolo dell’Inferno perchè condannati al contrappasso del correre perpetuamente, come gli accidiosi della quarta cornice del Purgatorio; nello stesso modo che accidiosi sono gli altri perpetuamente mobili dell’Inferno, ossia quelli che
si percotean, non pur con mano
ma con la testa, col petto e co’ piedi,
troncandosi coi denti a brano a brano.
Ai quali sono pure accomunati nel castigo altri pure accidiosi, che però sono condannati all’immobilità, così come all’immobilità assoluta e relativa, senza speranza o con speranza limitata, con desio o inadempibile o adempibile dopo certo tempo, ma ardente desio, con tenebre totali o parziali, reali e simboliche, sono condannati una ragion diversa di accidiosi, quelli che tali furono rispetto alla vita spirituale: i sospesi nel Limbo, i sepolti nelle arche, i lenti e pigri del monte, i seduti nella valletta.
Pag. 56: “Quanto poi a credere gli accidiosi puniti nella belletta negra, io direi recisamente che è impossibile„.
Di ciò il Bartoli assegna alcune ragioni che è inutile combattere con altri argomenti. Basta il già riferito.
Dante dice:
sotto l’acqua ha gente che sospira,