In tanto è viatore e guerriero. Ma per quanto egli stesso ci dica che la sua guerra fu del cammino e della pietà, non sola pietà e ira noi troviamo nella sua passione; non soli codesta ira e il molle affetto che “la censura del giudizio possono precipitare o snervare„.[706] Invero di pietà muore nel cerchio dei peccatori carnali, di timore od orrore egli nè morì nè rimase vivo avanti Lucifero. Il timore è da aggiungersi alla pietà e all'ira; all'ira animatrice della fortezza. E queste tre passioni hanno nel viaggio di Dante una parte, dirò così, mutuamente simmetrica. La viltà deve essere morta sull'ingresso; l'ira bestiale è spenta nell'entrare al primo cerchietto della malizia o ingiustizia; la pietà deve essere morta nel secondo cerchietto o Malebolge. Di pietà muore Dante nel cerchio primo dell'incontinenza; di fortezza deve armarsi prima di morire misticamente la terza volta nel fondo della Ghiaccia. Tutto ciò non è a caso; e noi ripetendo queste tre parole, fortezza, pietà, timore, ci accorgiamo che sono tre doni dello Spirito.[707]

L'ALTRO VIAGGIO

I.

A te convien tenere altro viaggio:
rispose, poi che lagrimar mi vide;
se vuoi campar d'esto loco selvaggio:

il qual loco è la piaggia diserta, o il mondo coperto e gravido d'ogni malizia.[708] Il viaggio lo circoscrive Virgilio stesso: sarà per loco eterno; comincerà dalle disperate strida del vestibolo e finirà coi canti nel fuoco. Egli lascerà nel suo partire Dante con anima più degna, con la quale potrà, se vorrà, salire alle beate genti.[709] Invero sulle sponde di Letè lo lascia in conspetto di Beatrice. Letè è il fiume che dal paradiso terrestre cala giù per i balzi del purgatorio e scende, non noto che per il suono del suo cadere, al centro della terra,[710]

per la buca di un sasso ch'egli ha roso.

Quattro fiumi Dante attraverserà prima di giungere a quello. E quei quattro fiumi scendono dal luogo dove gli uomini sognarono il Paradiso terrestre dal quale discende veramente il quinto. Misticamente hanno la stessa origine, e misticamente riescono allo stesso fine. E i quattro fiumi dell'inferno non sono che l'unico Acheronte il quale sgorga dalla ferita della natura umana. E il Letè va al centro della terra per una ferita ch'esso fece. E misticamente l'Acheronte e il Letè sono lo stesso fiume; e Dante passa l'uno e l'altro con circostanze simili. Invero egli cade, là, come l'uom cui sonno piglia; qua, cade vinto.[711] Là, dopo il passo, trova le tre disposizioni che il ciel non vuole, che sono le quattro ferite, contro le quali sono le quattro virtù cardinali. E queste esercita, riacquista, passando sempre quel fiume unico ne' suoi ultimi tre aspetti, che equivalgono a quattro, di fiume tristo (per le due incontinenze) e fiume di fuoco (per la violenza) e fiume di gelo (per la frode). Dopo il passo di Acheronte egli ha insomma esercitate le quattro virtù cardinali. Qua, dopo il passo di Letè, trova “quattro belle„ che, ninfe nella divina foresta e stelle nel cielo, sono le quattro virtù cardinali.[712]

L'Acheronte è, per i corporalmente morti, la seconda morte: quella inflitta dal peccato in genere, dal peccato d'origine, dal peccato che è il peccato. Ma per i corporalmente vivi, il passarlo è morire a quella morte, a quel peccato. Dunque esso cambia in certo modo natura. In vero esso è per i vivi il Letè. Nel fatto il Letè cancella pur la memoria del peccato, cioè dei peccati singoli che sono tutti insieme virtualmente contenuti nel primo. Or qual nome cristiano potremo dare al Letè? All'Acheronte questo: morte, tenebra, peccato: peccato originale in lui stesso, peccato attuale nel suo corso sotto altri nomi e con altri aspetti. A Letè, quale? Vi è una fonte che non mai potrà seccare: la misericordia, secondo la quale, a testimonianza di S. Paolo, il Cristo ci fece salvi.[713] “Nostro fonte è il Cristo Signore, onde ci abbiamo a lavare, come è scritto: Colui che ci amò e ci lavò dai nostri peccati„.[714] Or questo fonte il contemplante di Chiaravalle dice che è uno dei quattro fonti del Paradiso terreno, il quale è Gesù. E dice ancora che in essi quattro fonti sono raffigurate le quattro ferite del Salvatore.