Ben fiorisce negli uomini il volere;
ma la pioggia continua converte
in bozzacchioni le susine vere.
Fede ed innocenzia son reperte
solo nei parvoletti; poi ciascuna
pria fugge che le guance sien coperte.
Tale balbuziendo ancor, digiuna,
che poi divora, con la lingua sciolta,
qualunque cibo per qualunque luna;
e tal, balbuziendo, ama ed ascolta
la madre sua, che, con loquela intera,
disira poi di vederla sepolta.
Così si fa la pelle bianca, nera,
nel primo aspetto, della bella figlia
di quei ch'apporta mane e lascia sera.
Tu, perchè non ti facci maraviglia,
pensa che in terra non è chi governi,
onde si svia l'umana famiglia.
Noi dobbiamo intendere: La redenzione ha bensì liberato il volere umano; ma è come libero non fosse: il fiore non lega e cade prima di divenir frutto. Subito dopo la puerizia, il volere ridiventa servo. L'adolescenza non ubbidisce più. Il lume di grazia si oscura subito. E, non essendoci chi governi e insegni la strada, la umana famiglia svia. Così presso a poco Marco Lombardo.[98] Anch'esso parla del libero volere, anch'esso del difetto di prudenza che è nell'adolescente, anch'esso della necessità conseguente di chi governi; anch'esso del mondo presente che disvia, come Beatrice conclude con lo sviare dell'umana famiglia.
Ora io dico che nelle parole di Beatrice lo oscuro terzetto, Così si fa la pelle, si riferisce, come già vide il Buti, alla luna, e al lume di grazia, e alla prudenza.[99] Raccolgo in vero dalla Somma[100] che gli uomini cominciavano a computare dalla luna piena, sì che ella si poteva chiamare prima. E S. Tommaso, contro le ragionevoli dichiarazioni di S. Agostino, il quale diceva che la luna era sempre piena, riteneva che la luna “fu creata piena„. Or mi sembra probabile che “nel primo aspetto„ voglia appunto dire “nel suo principio„ cioè quando è tonda. Il che è reso più che probabile dal modo con cui Dante qui circoscrive il sole: “quei che apporta mane e lascia sera„. Chè in quel medesimo articolo si legge: “la luna, quando è perfetta, nasce di sera e cade a mane; e così presiede alla notte„. Si veda quanto il difficile terzetto si renda piano, col compierlo: “Così, nel suo bel cominciare (quando è piena), si oscura la candida superficie della luna che splende da sera a mane, come il sole da mane a sera„. E ciò significa, ricavandone il senso mistico, mirabilmente opportuno tra la menzione dell'adolescenza subito traviata e quella della mancanza di chi governi; ciò significa: “Così incontanente a principio della nostra vita si oscura quel lume che ci fu dato a illuminare la notte dei sensi, a guidare l'anima sensitiva che sa nulla. Così avviene che, mancando chi la diriga bene per lei, la famiglia umana disvia„. Disvia e poi affonda nella cupidigia:[101]
O cupidigia, che i mortali affonde
sì sotto te, che nessuno ha potere
di trarre gli occhi fuor delle tue onde!