[622.] Inf. XXXI 55 seg.
[623.] Inf. XI 25, 52 segg.
[624.] Inf. XXIII 116 seg.
[625.] Inf. XXXII 133. Per il conte Ugolino, rimando alla «Minerva oscura». Non posso che confermare quanto di lui ho scritto. Posso aggiungere che la parola «bestial segno» riconduce alla bestialità che Aristotele ha tanto di mira, dei cannibali: la quale bestialità di Ugolino è poi attestata da un'antica cronaca edita dal Villari (I primi due secoli della storia di Firenze p. 251) e già a me indicata dal Torraca: Rass. Bibl. d. lett. it. III 250 sg.
[626.] Inf. XXXIII 85 seg.
[627.] Inf. XX 25.
[628.] Vedi più su a pag. 30.
[629.] Infatti l'an. fior. comenta: «Et ancora si può qui moralizzare questo loro andare piccino ch'è per opposito del trascorrere ch'egliono feciono collo intelletto in giudicare le cose di lungi et lontane, et in questo modo perderono et non seppono le presenti».
[630.] Inf. XX 99.
[631.] Inf. XX 114.