[632.] Vedi più su a pag. 41. La prudenza è significata dal «carbonchio che allumina la notte». Brunetto, Tesoro, Vol. III prologo.

[633.] De civ. D. XIX 26.

[634.] Contra Faustum XXII 92.

[635.] De civ. D. XXII 24, 3.

[636.] De lib. arb. III, 19, 53. Continua dicendo: «E quando ci si cominciano a manifestare i precetti di giustizia (dalla prudenza ci si manifestano), e vogliamo eseguirli e non possiamo, perchè ci si oppone non so quale necessità della concupiscenza carnale». È la lonza, invero, che prima si attraversa a Dante nel cammino della giustizia.

[637.] Purg. XXVI 58: Quinci su vo per non esser più cieco. Si ricordi «cechità di discrezione» in Conv. I 11, dove la discrezione è detta «occhio» della parte razionale, sì che alcun può essere «cieco del lume della discrezione».

[638.] De civ. D. XXII 24.

[639.] Inf. XV 49 segg.

Lassù di sopra in la vita serena,
rispos'io lui, mi smarrì 'n una valle,
avanti che l'età mia fosse piena.

Pur (sol) ier mattina le volsi le spalle:
questi m'apparve, tornand'io in quella...