Quivi, secondo che per ascoltare,
non avea pianto ma' che di sospiri,
che l'aura eterna facevan tremare:
ciò avvenìa di duol senza martiri,
ch'avean le turbe, ch'eran molte e grandi,
e d'infanti e di femmine e di viri.[112]
In questo cerchio non c'è altro pianto, che di sospiri; il che Dante altrove conferma e dichiara, dicendo che in esso[113]
i lamenti
non suonan come guai, ma son sospiri
E questa e quella espressione sono così formate da richiamare e correggere quella usata per il vestibolo, dove oltre i sospiri sono pianti, e i lamenti sono guai e alti guai:
quivi sospiri, pianti e alti guai.[114]
Inoltre i sospiri nel limbo sono l'effetto “di duol senza martiri„, il che non può dirsi nei correnti nel vestibolo che[115]
erano ignudi e stimolati molto
da mosconi e da vespe ch'eran ivi.
Elle rigavan lor di sangue il volto,
che, mischiato di lagrime, ai lor piedi,
da fastidiosi vermi era ricolto.
Vero è che questi martirii hanno in sè, come un cotale spregio, così una tenuità relativa a' terribili tormenti del vero inferno; sì che Dante che forse non s'è accorto delle noiose bestiole che stimolano quelli sciaurati o a ogni modo crede quei lamenti e quell'avvilimento effetto troppo grande di così piccola causa, domanda:[116]