che gent'è che par nel duol sì vinta?

e torna a domandare:[117]

Maestro, che è tanto greve
a lor, che lamentar gli fa sì forte?

E il maestro (cosa notevole) assegna del forte lamentare cioè del loro guaire una cagione spirituale:[118]

Questi non hanno speranza di morte:

il che si riscontra con la cagione dei sospiri che traggono quelli del limbo; perchè il loro duolo non nasce da martirii, ma sol di questo, che, come Virgilio dice anche di sè,[119]

che senza speme vivemo in disio.

Nè questi nè quelli hanno speranza. E hanno tra loro altre somiglianze. Sono gli uni e gli altri moltissimi. Dietro l'insegna veniva[120]

sì lunga tratta
di gente, ch'i non avrei mai creduto
che morte tanta n'avesse disfatta.

Nel limbo erano turbe di quei sospirosi, e le turbe[121]