eran molte e grandi,
e d'infanti e di femmine e di viri.

Ma Dante avanti i lamenti e le moltitudini del vestibolo aveva sì la testa cinta d'orrore, pure il suo maestro non gli lascia concepir pietà di quelli sciaurati; mentre nello scendere al limbo il poeta è tutto smorto, e non d'orrore ma di pietà.[122] E Dante appena sa il duolo di questi ultimi, è preso subito al cuore da gran duolo anch'esso. E se nel vestibolo sente dire che quelle sono[123]

anime triste di coloro
che visser senz'infamia e senza lodo,

e se là incontanente intende, ed è certo,[124] che quelli formano la setta dei cattivi e sono[125]

sciaurati che mai non fur vivi,

qua invece conosce che in quel limbo sono sospesi[126]

gente di molto valore.

Il che è proprio un'antitesi, chè valente nel Convivio e nella Comedia è il proprio contrario di vile. E mentre Virgilio professa di volere risparmiar parole, in proposito degli sciaurati del vestibolo, “Dicerolti molto breve„, e infatti conclude il breve discorso con le parole,

non ragioniam di lor ma guarda e passa;