[1060.] Aur. Aug. Contra Faustum XXII 52-58. Riassumo, e qua e là cito testualmente tra virgolette.

[1061.] Dante da servo va a libertà: Purg. I 71, XXVII 140 segg. E specialmente Par. XXXI 85: Tu m'hai di servo tratto a libertade; esclama Dante ver Beatrice.

[1062.] Dante si configurò al Cristo (Summa 3a 49, 3). La sua passione si distingue, come la vita umana di Dio, in azione e passione. La sua azione consistè in ciò che il medesimo autore di Dante, nella stessa opera, nello stesso libro (cap. 28) dice: «L'azione dell'uomo che serve alla fede la qual serve a Dio, raffrena tutte le mortali dilettazioni e le costringe al lor modo naturale....» Dante risorge risalendo per i peli di Lucifero e poi mettendosi nella burella; ma riesce al piè del monte. La libertà l'ha soltanto alla cima di esso monte.

[1063.] Sap. 9, 14. E perciò Lia che si mira allo specchio, e Matelda che ha occhi così fulgidi, figurano che i pensieri del mortale non sono più timidi e le provvidenze sue non sono più incerte. Invero Dante è libero, e può far quel che vuole, chè quel che vorrà, sarà bene e non male più.

[1064.] Di chi è servo Dante, e di chi è innamorato? È servo o, com'esso dice, «fedele» di Lucia (Inf. II 98), ed è amico di Beatrice, come questa medesima afferma (ib. 61). Lucia è dunque il Laban o Dealbatio del nuovo Giacobbe che ama colei che siede vicino all'antica Rachele? Certissimamente. Lucia è quella che agevola Dante per la sua via della purgazione e lo reca sino alla porta del luogo dove saranno cancellati i sette P. E tutti i commentatori (e in ciò diedero prova di lodevole acume) hanno interpretato Lucia per Grazia. E vedremo al capitolo «La Donna Gentile e Lucia» il perchè di questo suo nome, che val proprio dealbatio.

[1065.] La giustizia che assomma le virtù della vita attiva.

[1066.] Luogo forse corrotto, ma che dà certo questo senso.

[1067.] Gen. XXIX.

[1068.] L'ordine è il novero delle beatitudini è in Dante diverso. Vedi a pag. 382.

[1069.] Vedi perciò la Minerva Oscura.