E qui Dante è mirabile. Come ha posto due discese, una più comoda, una meno; così pone due salite, meno e più disagiate. Questa, per la rovina della bolgia di Caifas e del regno di Gerione, è la meno disagiata; la più, è per i peli di Lucifero, del maciullatore di Giuda, del primo superbo.[400]

Quando noi fummo là dove la coscia
si volge appunto in sul grosso dell'anche,
lo duca con fatica e con angoscia,

volse la testa ov'egli avea le zanche
ed aggrappossi al pel come uom che sale,
sì che in inferno io credea tornar anche.

Attienti ben, che per sì fatte scale,
disse il maestro ansando com'uom lasso,
conviensi dipartir da tanto male.

Da tanto male, con tanto ansimare; con meno, da minore. E così per i ronchioni della sesta bolgia Dante è aiutato da Virgilio, qui è a dirittura in collo al maestro. E se il salire qui è preceduto da uno scendere:[401]

Come a lui piacque, il collo gli avvinghiai;
ed ei prese di tempo e loco poste,
e quando l'ale furo aperte assai,

appigliò sè alle vellute coste:
di vello in vello giù discese poscia
tra il folto pelo e le gelate croste:

così, in Malebolge, discendono i due (nè già in tutte le bolgie discendono), e sdrucciolano giù, Dante sopra il petto di Virgilio, fuggendo la caccia dei diavoli:[402]

Lo duca mio di subito mi prese,
. . . . . . . . . . . . .

e giù dal collo della ripa dura
supin si diede alla pendente roccia,
che l'un dei lati all'altra bolgia tura.