Cioè sotto Saturno, sotto il “caro duce, sotto cui giacque ogni malizia morta„.[406] È il sogno pagano dell'Eden cristiano, quest'isola:[407]
Quelli ch'anticamente poetaro
l'età dell'oro e suo stato felice
forse in Parnaso esto loco sognaro.
Qui fu innocente l'umana radice.
In Creta, gli antichi pagani sognarono che innocente o casto fosse il mondo. E come l'Eden è una divina foresta, e vi è sempre primavera e ogni frutto, così in Creta,
una montagna v'è, che già fu lieta
d'acque e di fronde, che si chiamò Ida:
ora è deserta come cosa vieta.
L'uomo mutò l'Eden nella terra laboriosa e disubbidiente: l'Eden pagano si mutò esso. Come nell'Eden nacque il genere umano, così l'Ida fu cuna di Giove. Ora
dentro dal monte sta dritto un gran veglio,
che tien volte le spalle in ver Damiata,
e Roma guata sì come suo speglio.
E il veglio è il genere umano stesso, e volge le spalle all'oriente e il viso all'occidente, a Roma; il genere umano incluso nell'idea del sacro Romano impero. E si può notare ch'egli è ben disposto, secondo il corso del cielo,[408] che si muove da mane a sera. Ma pure il veglio ha un manco in altro come si vedrà.
La sua testa è di fin oro formata:
e puro argento son le braccia e il petto
poi è di rame infino alla forcata;
da indi in giuso è tutto ferro eletto,