Le catene dei tiranni si sono cangiate in corone di allori: per tutto dove la mano sanguigna dei tiranni ha scritto: a infamia, l'umana giustizia ha sparso i trofei della gloria. Fra i piú validi e i piú sapienti patrocinatori della causa italiana, fra i nostri stessi Ministri del Governo, troverete uomini usciti dalle prigioni di Stato.

Certo, che si sarebbe potuto credere che li auspicii, sotto i quali il Circolo nostro si riapriva, fossero fortunati e gloriosi abbastanza per non pretender di piú!

Eppure la nostra fortuna è stata molto piú grande della nostra aspettativa e speranza.

Dalle remote terre dell'America venia la fama che un valoroso profugo dell'Italia, non potendo combattere per la libertà della patria, combattea per quella di remoti fratelli. Ma quando finalmente la stessa Italia sorgea scotendo l'esecrato giogo, si seppe allora che, valicati i mari, scendeva sull'italico lido, facendo del suo peso tremare la terra sotto il piede dei barbari invasori. Già le valorose armate del Piemonte erano costrette ricorrere all'ombra del patto di un Re; ed egli pugnava nel patto dei Popoli, che hanno giurato di vincere; e io non dico di vincere o morire, che sono i Re che muoiono, e non i Popoli.

E questo valoroso, questo eroe, eccolo alla vostra presenza. Onorate, o cittadini, il prode Garibaldi.

Né qui prodiga la fortuna limitar volle l'onore di che le piacque cosí splendidamente coronare la nuova inaugurazione della nostra assemblea.

Chi è tra noi che non sappia intiera la storia miracolosa della rivoluzione della Sicilia e della insurrezione della Calabria?

Chi è che non abbia palpitato e pianto sui casi dei Romeo, commosso nelle viscere dal racconto delle loro tante virtú, dei loro tanti sacrifizi e del loro immenso valore?

Eccoli. Anche i due Romeo sono con noi. Onorate, o cittadini, questi altri prodi d'Italia, questi altri eroi dell'antica terra dei giganti e dei prodigi.

E qui con noi mirate pure finalmente, o cittadini, Carlo Bonaparte, che nato ai piedi del piú splendido trono del mondo, e principe del sangue, vi si presenta con non altra divisa che quella di sergente crociato, valoroso e generoso campione ovunque si discuta e si agiti la causa d'Italia.