— Qui no, no, cara madre!... Torniamo a casa, ve ne prego, e vi dirò tutto. Oh povera me, oh povero mio fratello!

E tornarono a casa. In quel giorno Maria non trovò parola che potesse spargere un po' di serenità su l'addolorata fronte di sua madre. Attendeva taciturna a' suoi lavori, s'appartava soletta a ricamare al telaio, per nascondere la viva angoscia che l'opprimeva; ma più d'una volta un leggero gemito, un volger degli occhi al cielo, un giunger le mani inquietamente, scoprivano il patimento del suo cuore. Invano la madre la stimolava a confidarle quel segreto. — Oggi non potrei, rispondeva; domani, mamma, domani saprai tutto! Oh dimmi prima che mi perdonerai!

Pure, venuta la sera, quand'esse rimasero sole, in tempo che la vedova era discesa dalla portinaia della casa a pescar le novità, ch'erano poi sempre le solite, la fanciulla non potè resistere più alla materna preghiera; e con molte parole, spesso interrotte da lacrime e da scuse, raccontò l'amor suo, la promessa, il giuramento che quel giovine le aveva fatto, i dubbii, il timore che le avevano persuaso di ricorrere al fratello, e tutto ciò ch'era avvenuto di poi; e in fine non tacque nemmeno ch'ella si teneva certa di non essere stata tradita, e aveva la persuasione che la disgrazia del suo povero fratello non era avvenuta per causa sua.

La buona Caterina amava tanto la figliuola che non ebbe pure il pensiero di farle il più piccolo rimprovero, perchè si fosse abbandonata ad un innocente sì, ma incauto affetto. In vece le compativa, e procurava ella stessa di consolar quella fede e quell'ingenua aspettativa, ch'erano la vita della sua Maria. Così la conoscenza di quel segreto, se non valse a scemare, parve almeno far più leggero, col disviarlo, il dolore delle due disgraziate: poichè sembra che un'arcana pietà del cielo nutra il conforto della fiducia nel momento più grave dell'affanno, e rivolga a consolazione d'un cuore travagliato quelle stesse memorie che a un cuore libero sarebbero di troppo molesto peso.

E così forse il Signore le preparava a poco a poco a una più tremenda, inaspettata disavventura.


In quella stessa sera, la madre e la figlia sentivano nell'anima una confidenza cara quasi al pari della certezza; e quantunque fosse riuscito vano il poco che avevano potuto tentare a fine di rivedere il loro Carlo, o di sapere almeno qualche cosa di quell'unica vita in cui s'eran raccolte tutte le loro speranze, tutti i loro timori, pure non avevan creduto mai come allora a un buon presentimento.

Maria, seduta accanto del tavolino, stava leggendo una pagina d'un suo libricciolo alla madre e alla vedova amica; le quali, composte a religiosa attenzione, pendevano dalle labbra di lei; quel libro era l'ultimo ricordo donatole dal fratello, era l'aureo volumetto dell'Imitazione di Cristo. Essa leggeva, e l'incerto raggio del lume che le ardeva vicino, sembrava quasi circondare la sua candida fronte di quell'aureola, che si suol vedere dipinta intorno alla testa de' santi.


«Non si turbi dunque il tuo cuore, e non abbia paura.