Vegga alcun di me più degno
Il meriggio del tuo regno.
Sento anch'io, che s'avvicina
La stagione a me suprema;
Pure ondeggia, e spera, e trema
L'alma schiava e pellegrina;
Come indomito nemico,
Sorge ancora il dubbio antico.
Tu che il puoi, Tu la tempesta
Della vita, o Dio, m'acqueta!