Così stettero per qualche tempo ad ammirare quel delizioso paese, che con sì grande e variato spettacolo di movimento e di quiete, e con sì superba armonia di cielo, d'acqua e di monti, ampiamente presentavasi dinanzi ai loro sguardi. Poi, quasi mosse da uno stesso pensiero, gli occhi loro s'arrestarono su quel mucchio di case che formano la terra di ****, cercando sul pendio del piccolo promontorio una casa nota, la quale sorgeva più in alto dell'altre, all'ombra d'un verde poggio.

Stettero fisse per lunga pezza alle finestre di quella casa; era là che il loro Arnoldo dimorava.

Ma quelle imposte non s'apersero; e per quanto Elisa e Vittorina cercassero con gli occhi, nulla poteron vedere.

— Io temo che neppur quest'oggi non gli possiamo dire una parola, cominciò allora Elisa.

— Fors'egli se ne va errando su per la montagna, soggiunse la sorella.

— O forse... non è più qui!

— Oh non lo credere! — E poi, come colpita da un'idea: Vuoi tu sapere s'egli è qui? Poniamci a cantare! Egli ne sentirà, si getterà in una barca, raggiungerà la nostra, e noi saremo contente. A te!

— Ma se nostro padre di lontano ci scoprisse?...

— Eh! vuoi che ne proibisca di cantare? E poi, scommetto che adesso egli è già immerso nella lettura de' suoi eterni giornali: jeri n'ha ricevuto un grosso piego da Londra; e certo, per tre o quattr'ore non sente più nulla; dorme nella sua politica.

— Or bene?