Ritorna al paesello
Il vecchio montanar.
— Ecco, diceva io tra me, dove si va a nascondere la semplice poesia, amica del sole e del cielo sereno. Le rimembranze della passata età, e le schiette, calde fantasie di questi abitatori d'ignote capanne serbano ancora un'impronta di quella naturale dolcezza antica che noi perdemmo: sono incolte, ma pur belle le armonie che d'una in altra generazione consolano le loro veglie invernali, le tranquille domeniche e gli allegri giorni della vendemmia, quand'essi s'accolgono a crocchio sulla spianata al raggio del sole occidente! L'uomo della città ritrova la sua patria per tutto il mondo: non v'è più che il montanaro il quale ami la sua rupe e la casipola che sopra vi siede, e viva contento della sua povertà all'ombra del campanile che lo vide a nascere.
In quella, sul sentiero che saliva con rapida svolta verso il colmo d'una piccola altura, vidi venirne verso di me un vecchio; il quale, sebben curve le spalle sotto il peso d'un fardello appiccato alla cima del suo bastone, moveva con passo così alacre e spedito che in un momento m'avrebbe oltrepassato, ov'io stesso non gli fossi ito a rincontro, domandandogli: — Brav'uomo, siete del paese?
Egli fermossi: parve maravigliato di trovare uno straniero a sì tarda ora su quella via. E guardandomi prima un poco, con cert'aria diffidente, ch'era forse un resto della sperienza di fresco imparata nella città, mi rispose: — Sì, o signore, torno a casa mia.
— Quant'è lontano di qui il vostro paese? e come si chiama?
— Oh bello! si chiama ****; e in una buona mezz'ora al più, del mio passo, ci sarò arrivato.
Il nome del villaggio non mi parve nuovo, ma non sapevo in quale angolo della memoria cercarlo.
— Se non v'incresce, soggiunsi, verrò fino al paese con voi; chè in mezzo alla notte, e ignaro di questi monti e di queste valli, avrei tema di perdere il sentiero.
— Come le piace, signore! Ma se mai credesse di trovare alloggio al paese, cangi pure la strada fin d'adesso; chè sulla costa della vallata, fra que' sassi del tempo del diluvio, non ci stanno che un cinquanta povere e disperse tettoje, aperte al sole e alla neve, come Dio vuole; e son case quelle ove non può dormire se non chi vi nacque.