Per l'aure lente — l'arpa gemente

Diffonde un suono che cerca il cor!

Vedi alla bruna sua finestrella

La damigella — china sui fior!

Canta, o sorella,

Canta d'amor!

Fra l'una e l'altra canzone era una pausa; e le ultime voci s'andavan perdendo a poco a poco nell'aria silenziosa della notte, sì che quasi non poteva dirsi se il canto fosse venuto dalla terra, o dal cielo. E pareva che ciascuna delle due sorelle volesse all'accento confidare il segreto del proprio pensiero. Quando poi toccava a Maria a cantare, essa che non aveva avuto altro maestro che il cuore, e che solo col fino senso dell'orecchio misurava l'armonia, sapeva esprimere tutta la soavità, tutta la malinconia dell'anima sua nelle fresche e semplici note della sua voce.

MARIA

Nel ciel romito ho un astro anch'io,

Che nessun vide, nessuno amò!