— Matto io? sarà; ma nol fu già lei, signor mio, quando sottomano, alla sorda, lasciò sentire al padre della Maria, che cosa penserebbe se mai fosse capitato un partito alla sua povera figliuola, un partito come va; e se saprebbe farglielo parer buono; un uomo un po' sugli anni sì, ma vegeto, sano; e poi, persona di credito, particolare danaroso... Ehi, dica: non è così, signor Gaspero?
— Che bravo poetai che rima! crollando il capo quegli diceva.
— Altro che poeta! Lo so ben io! Se non fosse stato il buon galantuomo a rispondere, come pochi pur troppo rispondono in questi casi: Ma, io non ho che questa tosa, e ch'ella se lo trovi il marito, e sia contenta. Sono un povero diavolo, gli è vero; ma è meglio pochi stracci e cuor contento, che non abbondanza di fuori, e cuor voto di dentro... Non è così?
— Pigliatelo, vi dico, il dottore! tenetelo saldo, ch'è matto, matto da legare!
— E che mal ci sarebbe se la fosse come lui dice? soggiunse il deputato.
— Ma sì, che mal ci sarebbe? ripetè il signor Gaspero.
— Bene, dico io!... Ma sapete, conchiudeva il curato, che le nostre sono ciance da far ridere i morti? E mi pare che tutti siate un po' in cimberli, a chiacchierar così in pubblico di donnette e d'amori, come fanno i giovinotti della città al caffè! Oh finiamola, ch'è tempo! Ecco appunto il signor Samuele, che viene a questa volta. Ehi, ehi! signor Samuele, venite qua! Non vi pare che sia il Vapore quello laggiù in fondo, sotto la punta di Laglio?... Ohe, non vi dicon niente i vostri occhiali?
— Mi pare e non mi pare; lo speziale rispose, levando il naso, e mettendo il rovescio della mano alla fronte, a mo' di visiera.
Ed esso e gli altri s'aggrupparono sur un monticello della riva, per aspettare, con la loro quotidiana curiosità, il passaggio di quella barca che da pochi anni aveva segnato un nuovo e grave avvenimento nella loro vita. E là, su quel pianerottolo, figuravano un crocchietto degno del vivace pennello del nostro Migliara.