— Bisogna che questi villani non sieno teste di scoglio, come sono. Ma che ci posso far io? e' la sarebbe come se volessi asciugar il lago col mio cappello. Non hanno badato mai alle parole del loro paroco! il qual paroco non ha più di due polmoni, che, una volta asciutti, non possono riempirsi di fiato, come una tinozza di vino!
— Ah! ah! ma che v'importa a voi, che la giovine, la quale è poi savia e buona, vada con quei signori?
— A me, come me, certo che no! ma se, per causa sua, avessi de' pasticci? Io ci vedo da lontano... Quel vecchio milord, che sarà luterano, puritano, manicheo, o qualche cosa di simile, fa una strana vita, la vita del mistero... Il suo signor figlio poi...
— Dite un po': è forse quello che aveva fatta tant'amicizia col vicecurato?
— Giusto! E colui, poteva far di peggio? Pensate! un prete, che deve sempre guardar bene a tutto quel che fa e che dice, un prete, com'è lui, viaggiar su per i monti, andar giù per il lago, in compagnia d'un forestiero libertino, d'un... dio sa che cosa? Già, è sempre stato un bel capo colui!... E mi ci voglion tirar dentro per i capegli, me? Oh se la sbagliano! Io me ne lavo le mani, non ne voglio saper nulla, faccian loro! Son pazzo a pensarci su... Non è egli vero, che non tocca a me?
— Del prete, rispondeva sempre il signor Gaspero, del prete io non parlo! Siete l'autorità ecclesiastica del paese, la prima! Ma della giovine, chi vi può dir nulla? Eh via! chiudete un occhio, e lasciate che l'acqua vada in giù; perchè alla fine, non è essa padrona del suo? E potendo far la sua fortuna, la sarebbe una baggea a star lì, sempre appiccicata alla sottana di sua madre!
— Bravo il nostro signor Gasperino! dicevagli il deputato, nel dargli d'una palma su la spalla: già l'ho sempre sentito far l'avvocato delle belle donne! Ora poi, che si tratta della graziosa figliuola d'Andrea... ch'è veramente un bel fiore di primavera, un fiore che, scommetto, vorrebbe trapiantar volentieri nel suo giardino!
— Ehi, Mauro, che spropositi mi dite? cosa volete ch'io faccia, co' miei sessantacinque anni, col mio peso e con la mia mezza parrucca?... Ho altre fantasie; sono stato giovine anch'io, e al mio tempo, non fo per dire, era un giovinotto un po' più vivo di quelli del dì d'oggi... non so se mi capite! Ho avuti i miei grilli, e me la sono spassata alla buon'ora! E ho fatto anch'io, come si dice, le mie campagne, sono stato attore anch'io, ma adesso mi conviene accontentarmi della parte di spettatore; e ridere, quando c'è da ridere, della commedia che il mondo mi fa d'intorno.
— Non faccia troppo il filosofo, caro signor Gaspero, soggiunse il dottore, contento, a dir poco, di rendergli di rimbalzo le parole che motteggiando gli aveva dette a principio della via. Anche sul suo conto, se ne sa qualcosa. E ne so una io... e se non me l'avesse raccontata quel brav'uomo d'Andrea, non la direi... I suoi sessantacinque anni? Non gli credete, al signor Gaspero, quando dice che gli pesano; ha i suoi capricci ancora, un grillo che gli mette il prurito da un pezzo; e se non fosse che...
— Via è matto il dottore, disse l'allegro vecchio.