Due giorni appresso, la famiglia de' Leslie era partita dalla villa, e Maria aveva abbandonato la natale sua terra. La mano della fanciulla aveva tremato nell'aprir la lettera di suo fratello; erano poche linee che dicevano:

— «Chi deve avere maggior pena che tu parta di qui, mia cara Maria, è la nostra buona mamma. S'ella dunque vuol fare questo sacrifizio, e tu segui allora la tua volontà. La famiglia, nel cui seno ti ritrovi, è un raro esempio di nobiltà vera e onesta. Ma non ti scordar mai, sorella, chi tu sia! Conserva il tuo cuore; pensa che un cuore come il tuo è una gemma, la quale, perduta una volta, non si ritrova mai più. Io spero per altro che la tua lontananza non sarà lunga: quando ritornerai, fa di trovare ancora nella tua povera casa, e sotto il cielo che il Signore t'ha dato, quegli stessi pensieri e quella stessa vita, che ora vi lasci. E se mai tu temi che non sia per essere così, oh! non abbandonare, te ne scongiuro, la tua povertà e il silenzio dell'oscurità in cui se' nata. Addio, mia sorella! Che il Signore t'accompagni! —

Carlo.»

Caterina pianse nel leggere questa lettera così semplice, ma non ebbe cuore di stornar la figliuola dalla proposta partenza. Maria mise insieme le sue poche robe; e la stessa mattina, nell'andar dall'una all'altra stanza della casa, le pareva che quell'abbandono le pesasse sul cuore, e quel breve viaggio le fosse imposto come una penitenza.

La buona madre anch'essa, quando il momento fu venuto di staccarsi dalla sua Maria, sentì nel suo segreto un dispiacere, un pentimento quasi d'avere accondisceso all'impensata a quella partenza: e le vennero a mente le parole che ripeteva un tempo il suo pover'uomo, quando la signora contessa teneva con sè la fanciulletta: Verrà un giorno che ve ne pentirete, e non vi sarà più rimedio! — Ma non disse nulla, e cacciò via quel tristo pensiero.

Nel tragittare il lago, per raggiungere le carrozze del lord, che stavano aspettando su l'opposta riva, Maria non potè nascondere l'angoscia che la stringeva, benchè non piangesse. Dilungandosi dalla sponda, guardava la madre sua e la vecchia Marta, che dalla soglia della casa le mandavano ancora baci d'amore; guardava la sua finestretta e la pergola del cortile. E certamente, se non era la presenza del vecchio signore, che quantunque buono e carezzevole con lei, pure la teneva nell'imbarazzo della suggezione, essa avrebbe lasciato libero sfogo alle sue lagrime.

Elisa, guardandola con mestizia, le compativa; Vittorina l'abbracciava, ripetendole le più liete cose che siensi dette mai per consolare chi abbandona la prima volta i luoghi, a cui la vita serena di molt'anni donò tanta bellezza.

Nel tempo di quel tragitto, un giovane barcaiuolo accompagnava il lento batter del remo nell'acqua con una semplice canzone del suo paese, su l'andar della seguente.

IL COMMIATO.

CANZONE DEL BARCAIUOLO.