Arnoldo si coricò; ma alle stanche membra non concedevano riposo l'ardore e l'inquietudine della mente combattuta da cento pensieri più strani delle larve d'un cattivo sogno. Vegliava dunque, e dopo qualche tempo s'accorgeva che nella stanza vicina il prete era pur desto; perchè la lucerna mandava ancora, per alcune fessure dell'uscio, il sottile suo raggio.

Dapprima non gli giungeva all'orecchio nè voce nè respiro; poi intese come il muover lento e grave d'un passo, che pareva misurar chetamente la stanza. Il giovine si trasse di novo sotto le coltri, e cercò dormire, ma invano... Origliava, non fiatava; passò un'ora, ne passò un'altra; e sempre sentiva il prete andare e venire su e giù lentamente per la camera.

Tutto a un tratto lo riscosse uno strepito, come d'una seggiola che scricchioli sotto il peso di persona che sopra vi s'abbandoni; e in quella, gli parve d'udire un affannoso sospiro, e poi queste parole: — Mio Dio!.. dammi forza e costanza!...

Allora, vinto da non so che terrore, egli stava per balzar dal letto, quando s'accorse che la lucerna era spenta, e che tutto era silenzio.

Alla mattina, Arnoldo pensava di chiedere al prete, in nome dell'amicizia, la spiegazione di quel mistero, la causa della preoccupazione grave e dolorosa in cui l'aveva trovato. Pure, quando se lo vide venire incontro, con aspetto serio ma tranquillo, per fargli nuova scusa della sua meschina ospitalità, e s'accorse che gli tagliava a mezzo ogn'inchiesta la quale a lui riguardasse, allora pensò che quello doveva essere un segreto geloso e profondo, uno di que' segreti che si trema di confidare allo stesso cuor dell'amico; e tacque.

Con un turbamento involontario Arnoldo ricevette la lettera che il vicecurato aveva scritta in risposta a quella di Maria.

Quando, preso commiato e salito in sella, il giovine ripetè un sincero saluto, il prete gli s'avvicinò, e strettagli forte la destra, — Arnoldo, disse, voi siete un uomo onesto, e il cuor vostro è buono e generoso. Voi siete abbastanza felice, ma io non ho più nessuno quaggiù!.. Il futuro c'incalza e trascina, e Dio solamente lo conosce: se dunque a Lui piacesse che noi non avessimo a incontrarci più su la terra, e se mai l'avvenire vi menasse di nuovo in quest'Italia, non dimenticate mia madre e mia sorella! Confortale l'una, proteggete l'altra... Oh voi fortunato, se avrete questa consolazione di poter dire: C'è alcuno che mi ama e mi benedice! Addio!

Arnoldo si sentì commosso fino alle lagrime; ma fattosi forza, — Addio, rispose, virtuoso amico! State di buon animo; io spero che ci rivedremo ben presto. Addio!

E, dato di sprone al cavallo, s'allontanò.