— Oh! ella sta bene e vi saluta, la buona donna; ell'è così rubizza e così lieta!
— Dio la benedica! Ma questa lettera di Maria...
— Eccola! essa vi domanda che acconsentiate di lasciarla per qualche tempo con noi, che andiamo a passar l'inverno a Milano... Le mie sorelle ve ne pregano anch'esse!
— Maria?.. disse il prete, maravigliando e cadendo d'improvviso in gravi pensieri. Indi aperse lentamente il foglio, lo lesse attento, e ripiegatolo lo intascò. Il giovine intanto lo riguardava, in atto di serio esitare. Indi a poco il prete gli domandò: — Quando contate di partire?
— Domattina, forse. Perchè... non so se mio padre.... dubitando rispose Arnoldo.
— Domattina dunque avrete la mia risposta per Maria.
E detto ch'ebbe, mutò discorso, nè più parlò di sua madre, nè di sua sorella. Ma raccontò all'amico la vita che menava in quella valle; vita di sacrifizio e di coraggio, e che avrebbe presto distrutte le forze d'altri uomini di tempra più salda della sua. Quella remota parrocchia di poveri terrazzani, dispersa in abituri e capanne, senza ricolto e senza decime, metteva a dura e verace prova il ministero dell'uom del Signore, chiamandolo a tutte l'ore dov'era bisogno di consolazione e di costanza, e dove albergavano il pianto e la fame.
Ma essendosi fatta l'ora tarda: — Pensiamo per voi, disse don Carlo. Voi siete stanco, rotto dal viaggio; qui nel paese, non v'è locanda di sorta, chè altri non vi capita se non qualche vagabondo, o al più due volte l'anno qualche viandante che abbia perduta la strada. Se v'accontentate, vi cederò il mio letto; già, lo sapete, siete sotto il tetto d'un povero romito...
Ma, negando l'altro in ogni maniera: — Bene, soggiunse il prete, il mio Bernardo, è un buon cristiano di questi monti che m'ajuta e mi serve, vi preparerà alla meglio un lettuccio sul canapè ch'è nell'altra stanza. Scusatemi, amico! v'accorgerete stanotte di non essere nelle belle case, e ne' buoni letti della vostra Londra. Dunque, addio e buona notte!