—Non vi ho dunque detto abbastanza? ripigliò il Padre, corrugando la fronte, e col tuono severo di prima. Or bene, datemi ascolto. Non per nulla, io cercava fin qui di staccarvi dalla perniciosa influenza, non dirò della famiglia, ma del fratel vostro. Io sapeva come costui avesse cominciato male; e di fatto, non tardò a pregiudicar sè stesso in faccia alle persone oneste, a svegliar l'attenzione dell'autorità: sebben non avesse dato ancora serio motivo di censura, lo notavano come una testa calda, turbolenta…. Da ultimo, nella fabbrica ov'è impiegato, cominciò a mettersi in lega cogli artigiani più giovani e più disperati, a farsi loro caporione, e a menar baldoria nelle taverne de' sobborghi. Questi suoi capricci d'indipendenza, questa audacia erano tristi principj; e tristo, come doveva essere, ne fu l'effetto. Per dir tutto in una volta, jersera, ritrovandosi nella compagnia di molti altri scioperati in uno di que' luoghi aperti al bagordo e al cattivo costume, egli ne venne a rissa con alcuni malandati del suo stampo, passò a vie di fatto…. e colto in flagranti, fu catturato.

Come si rimanesse Celso, mentre gli ferivano il cuore, l'una dopo l'altra, queste implacabili parole, lo si può appena pensare. Le sue memorie, il suo affetto, ripugnavano a crederle vere; pur non sapeva imaginare nè come nè perchè mai il Padre avesse a nutrir quel rancore contro il suo sventurato fratello.

—Ecco il frutto della insubordinazione e della indipendenza, di questa matta morale del secolo!…

Cosiffatta breve, irosa conchiusione, pronunziata dopo una pausa, con non so qual feroce cupezza, dal padre Apollinare, strinse troppo forte il cuore del suo alunno, che più non seppe nè parlar nè pregare. Anzi, non potendo quasi reggersi in piede, s'abbandonò sulla prima seggiola che gli venne trovata; e se il mesto lume della lucernetta fosse giunto fino all'angolo ov'egli era, il Padre avrebbe veduto qualche lagrima rigargli la faccia.

Di lì a poco, non l'udendo pur fiatare, gli si volse di nuovo, ma con voce rabbonita:—Non intendo, per altro, di darvi troppa pena con quel che ho detto; solamente ho voluto farvi vedere come non bisogni confidare in noi, e nelle perfide illusioni della mente, e nelle superbie del mondo. Lasciamo fare a coloro che si sono assunti il grave carico di condurci, d'illuminarci, d'insegnarci a pensare, a sentire, a vivere. Voi dovete ormai essere in questa persuasione; i vostri studj, la vita che fate, l'avvenire a cui vi siete consacrato ve ne fanno un debito irremissibile. Morire al mondo…. morire alla volontà…. e poi, aspettare il premio della sommissione e della perseveranza.

Con questa predica, la quale, per dirla, era una delle solite dal Padre regalate al dabben giovinetto, egli stimava di tenere allacciata e compressa quell'anima bisognosa di puri affetti e di alte verità. Ma l'arido spirito non è parola di fede, e il gretto rigorismo non è consiglio di speranza e d'amore.

—Via, lasciam tutto questo: riprese l'ex frate: non è di voi che si tratta, ma della vostra famiglia. Prima di tutto, vi confesso che compiango l'abbandono in cui vedo la sorella vostra…. Ditemi un poco, quali sono le sue inclinazioni? la sua morale qual'è?…

—Oh, veda! essa è un angelo di bontà.

—Un angelo? badate a quel che dite, a simili irriverenti paragoni, de' quali, pur troppo, si fa sciupo a questo tempo.

—Voleva dire ch'è una giovine, come poche ce ne sono; è così savia, così buona; è come mia madre…. e poi attiva, onesta…. Oh se sapesse! con che virtù, con che coraggio veramente cristiano han sostenuto dolore, povertà e persecuzione….