—E il signor Lorenzo?
—E lui? come vi diceva, un uomo di quella sorte?… l'han condotto via come un briccone…. Oh! ma non son io, se non la faccio pagar salata, a un per uno, a tutti e tre quei cani…. non so cosa darei per farla finita!
—Oh! ma intanto egli è là…. è in prigione! Povero Damiano, poverette noi!
Così venne alla famiglia l'annunzio di quella nuova e improvvisa sciagura.
La fanciulla, correndo coll'anima ad altri terrori, ad altre persecuzioni, si dava a pensare che Giovanni non le avesse detta tutta la verità, e pigliava a interrogarlo da capo, con un'angustia sempre più viva. Ma la mamma, abbenchè mutola e stordita di quel colpo, non pensò che al momento; e voltasi a frugar qua e là, dentro all'armadio e al cassettone, tolse fuori un po' di biancheria e qualche fazzoletto, mise in un cartoccino poche lire tenute in serbo da un pezzo per comperarsi un piccolo crocifisso d'argento, e facendo di tutto un involto, tornò a Giovanni, lo pose nelle mani di lui:—Voi siete un buon giovine; e avete, ne son certa, un po' di compassione di noi; fatemi dunque un piacere, a me, e al nostro povero Damiano, cercate d'andar là, ove l'han condotto; cercate di vederlo, e fate di dargli queste poche cose, e questi quattro soldi; ditegli che la sua mamma prega per lui!… E il Signore vi benedirà! Andate, più presto che potete; oh! se fosse questa sera….
—Così potessi! vorrei far ben altro io. Pazienza! a costo di restarci anch'io in quell'uccellanda, se mai m'avessero a conoscere, farò di tutto, signora Teresa; parola di Giovanni.
—E doman mattina….
—E doman mattina, se non viene lui, sarò qua io, a dirle quel che so.
E se n'andò, per non finire a piangere, chè già si sentiva un groppo alla gola.
Come passasse quella notte per la Teresa e la figliuola, io nol dirò, ma venuta la mattina, e non vedendo comparir nè Giovanni, nè Damiano, come ancora, senza dirselo, speravano, esse cominciarono a credere che non si trattasse di piccola cosa, secondo quel che aveva raccontato Giovanni. E, come avviene, le incertezze crescevano i terrori. Più tardi, non sapendo che ben fare, la povera donna era ita a raccontar la sua disgrazia e a raccomandarsi al vecchio curato di san Calimero, che le aveva sempre dimostrata non so quale premura, fin dal tempo che abitavano in Quadronno. Fu verso la sera dello stesso lunedì che la Stella credè bene di mettere a parte di quella trista vicenda il fratello abate; e come, là nella canonica, fosse ricevuta e di quali speranze confortata, già lo vedemmo.